Arriva la Madonna di Capocolonna. Si fermano i contagi a Crotone (testo e video)


[sg_popup id=”1003″ event=”inherit”][/sg_popup]

 

A Crotone, presso l’ospedale San Giovanni di Dio, quello visibile in tutte le immagini televisive che riportano le gesta dei calciatori della locale squadra di calcio (l’Ospedale, infatti, è attaccato allo stadio) dal 26 di marzo 2020 i contagi legati al Coronavirus si sono arrestati.

Ma cosa è successo il 26 marzo? Lo spiega Andrea Zambrano su Il Timone.

Il 26 marzo ha fatto il suo ingresso in Ospedale l’effige della Madonna di Capocolonna, patrona della diocesi di Crotone. Non quella originale, grande, che viene esposta ogni sette anni e neanche il cosiddetto “Quadricello della Madonna di Capocolonna” – che ogni anno viene portato, durante una lunga notte di preghiera, da migliaia di crotonesi (“viene scortato da oltre 120mila crotonesi”, ha spiegato a Il Timone il cappellano dell’ospedale don Claudio Pirillo) fino al promontorio di Capocolonna, dove sorge il bellissimo e caratteristico santuario – ma la copia custodita dall’Arcivescovo.

Infatti Sua Eccellenza Monsignor Angelo Raffaele Panzetta,  Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, nella sua cappella privata ha una copia del “Quadricello della Madonna” nera, ed è proprio questa copia che, dal 26 marzo, è stato inviata per qualche giorno presso l’ospedale di Crotone, come segno della vicinanza della nostra chiesa a questo luogo nel quale si sta combattendo una battaglia importante per la salute è il benessere di tutti noi”.

Ebbene, scrive Zambrano, da quel giorno i contagi si sono arrestati e le guarigioni hanno iniziato a contarsi copiose. “Durante la preghiera e la Messa con il personale medico lo espongo”, ha dichiarato a Il Timone il cappellano don Claudio. “Poi lo porto in processione per farlo vedere ai malati e loro pregano e si affidano”.

L’Icona, dice la Tradizione, è stata portata a Crotone da San Dionigi, il convertito da San Paolo, che rimase nella città come primo Vescovo. Secondo la tradizione il dipinto sarebbe opera di San Luca evangelista. Il primo giugno 1519, i turchi sbarcarono a Capocolonna. Il Quadro della Vergine cadde nelle loro mani. Dopo aver saccheggiato e devastato la chiesetta che ospitava il quadro, fecero un rogo per bruciare la tela ma il fuoco, nonostante fosse acceso da tre ore, non scalfì l’immagine. I turchi decisero di portare via il Quadro facendo rotta per la foce del Neto, ma la galea rimase ferma nonostante lo sforzo dei rematori. Gli islamici gettarono in mare la tela e la galea si mosse agevolmente, mentre il Quadro approdò in un podere presso l’Irto di Capo Nao. Un pescatore e contadino, Agazio Lo Morello, lo trovò e lo nascose in una cassapanca. In punto di morte rivelò al suo confessore il segreto. Da allora l’icona venne sempre più invocata come protettrice dei crotonesi.

Nel 1638 i turchi assediarono la città. Il popolo si strinse attorno alla Sacra Icona esponendola sulle mura della città. I turchi alla vista della Vergine, atterriti, si ritirarono e fuggirono via. Crotone fu salva!

L’8 marzo 1832 il terremoto seminò distruzione in tutta la Calabria. A Crotone non si ebbero vittime, nonostante una grande rovina di edifici. I crotonesi ascrissero ciò all’intercessione della Beata Vergine Maria di Capocolonna e costruirono, allora, la piccola edicola ancora esistente in largo Umberto I, luogo dove i crotonesi si erano accampati per diversi giorni.

Nel 1851 la Vergine salvò Crotone da una grande epidemia di colera. Nel 1877 iniziò la pia pratica della “Sabatina” che si continua ancora il sabato di ogni settimana. Nel 1908 Crotone fu risparmiata dal grande terremoto. Nel 1928 il Quadro fu decorato con una artistica cornice d’argento. Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre del 1983 un furto sacrilego privò l’Immagine della Madonna dei suoi gioielli.

In condizioni normali le feste in onore della Madonna di Capocolonna si celebrano nel mese di maggio, ed ogni sette anni con particolare solennità. Sempre in condizioni normali, il 30 aprile il quadro viene deposto dall’altare particolare della cattedrale di Crotone e posto a fianco dell’altare presso la navata centrale. Il giovedì della seconda settimana del mese di maggio i fedeli si ritrovano per il rito del “bacio”.

Il sabato della seconda settimana del mese di maggio viene portato in processione nelle vie della città fino a raggiungere l’ospedale civile “San Giovanni di Dio“, dove l’arcivescovo di Crotone o il parroco della cappella dell’ospedale tengono una breve preghiera di ringraziamento e, successivamente, il quadro viene riaccompagnato in Cattedrale, che per l’occasione resta aperta fino a tarda ora.

Il mercoledì della terza settimana del mese di maggio viene aperta la fiera che si snoda lungo Viale Regina Margherita, presso il castello di Carlo V, costeggiando il porto commerciale, e presso lo stadio Ezio Scida.

Il terzo sabato del mese avviene il grande pellegrinaggio a Capo Colonna, promontorio distante circa 15 km dalla città, che si svolge durante tutta la notte, dopo che il quadro esce dalla basilica verso l’una di notte, salutato dai fedeli.

Il dipinto arriva, in processione, prima presso il cimitero, dove viene recitata un’omelia dal vescovo della diocesi, successivamente riprende il cammino ed arriva a Capo Colonna alle prime luci dell’alba, e ivi risiede per tutta la giornata di domenica. Sul far della sera il Quadro viene imbarcato e portato via mare al porto turistico di Crotone, salutato al suo rientro da fuochi artificiali. Via Poggioreale, la strada principale di Crotone che conduce dal centro della città al lungomare, è meravigliosamente illuminata in occasione della festa.

Ogni sette anni la festa è maggiore, il quadro portato in processione non è la miniatura moderna, ma il quadro originale: i festeggiamenti sono prolungati e il quadro, al rientro, non viene imbarcato e portato via mare, bensì posto su un carro trainato da buoi e percorre la via inversa a quella compiuta la sera prima; i pellegrini in questo caso seguono il quadro anche al rientro. In giorni prefissati, all’alba, si tengono dei concerti presso il promontorio di Capo Colonna.

 

 

In questo 2020, in tempi di pandemia da Coronavirus, non ci saranno né la tradizionale ‘calata’ del quadro della Madonna di Capocolonna che apre le feste mariane di maggio, né il pellegrinaggio ma, se le norme lo consentiranno, il 31 maggio il “Quadricello della Madonna” sarà portato, attraverso un automezzo, per le vie principali della città.

Dal pomeriggio del 9 maggio il quadro della Madonna Nera protettrice di Crotone sarà esposto nella navata centrale della basilica cattedrale.

Dallo scorso 30 Aprile fino al 31 Maggio, nella Chiesa Cattedrale ci sarà la celebrazione della S. Messa preceduta dal S. Rosario e dalla Coroncina della Madonna a partire dalle 17.30.

Il 9 Maggio, Festa liturgica della Madonna, l’Arcivescovo concelebrerà con una rappresentanza del Capitolo Cattedrale.

Il 10 Maggio, alla ore 10.30, sarà celebrata la Santa Messa, con offerta del Cero da parte del Commissario prefettizio a nome della città. Dopo il Pontificale, sul sagrato della chiesa Cattedrale, l’Arcivescovo, davanti al quadro della Madonna, reciterà la Supplica e benedirà la Città. A conclusione le campane della città suoneranno a Festa.

Il 17 Maggio la Santa Messa sarà celebrata dall’Arcivescovo nel Santuario di Capocolonna alle ore 10.30.

Il 31 Maggio, alle ore 10.30, ci sarà la Celebrazione della Santa Messa di Pentecoste. La Chiesa cattedrale resterà aperta ogni giorno, dalle ore 9.30 alle ore 12.00 e dalle 16.00 alle 17.30. Le celebrazioni si svolgeranno a porte chiuse e potranno essere seguite in diretta sulle emittenti locali e sul canale live nel sito della Diocesi e sulla pagina Facebook della Diocesi.

MATTEO ORLANDO


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments