Padre Tagliareni: “Parola di Dio e Sacramenti. I pastori che fanno altro sono ladri e assassini”


 

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Domenica del buon Pastore.

Infiammato dal fuoco dello Spirito Santo, Pietro affronta con coraggio la piazza piena di gente e testimonia la risurrezione di quel Gesù, che essi stessi avevano crocifisso.

La sua morte era servita ad espiare i peccati del mondo; nel suo nome c’è il perdono di Dio, mediante il Battesimo.

In molti si convertirono e si fecero battezzare.

“Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime”, dice S. Pietro.

Anche oggi questa voce è ripetuta dai veri apostoli, che sono solo quelli che impersonano Cristo.

Ci sono falsi pastori, ci sono becchi che incornano le pecore, ci sono pecore che intorbidano l’acqua, ci sono mandrie di porci, ci sono lupi rapaci e pastori idoli che sfruttano il gregge.

Oggi grande è la confusione e lo scandalo. «Salvatevi da questa generazione perversa!», dice a tutti l’Apostolo.

Beato chi può dire: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla” (Sal 22).

Gesù è l’unico Pastore che porta ai pascoli della vita eterna: la Parola di Dio e l’Eucaristia. Ecco le credenziali: le sue cinque piaghe e il suo corpo risorto. Egli è la porta dell’ovile, chiama le pecore una per una, cammina davanti, le nutre e le difende dai lupi; per loro dà la sua vita. Solo in lui si trova pascolo buono. I pastori che fanno tutt’altro, sono ladri e assassini, falsi profeti che ingannano, mercenari che lasciano il gregge e fuggono.


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