Padre Tagliareni: “molti desiderano la salvezza magari dalla scienza o dalla politica”


 

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Il martirio è una costante della diffusione del Vangelo. Un giorno si dirà: “Il sangue è il seme dei cristiani” (Tertulliano, + 220).

Dopo la morte di Stefano, la persecuzione dei seguaci del Nazareno, anziché farli estinguere, li moltiplicò.

È un effetto del tutto paradossale, considerando che i perseguitati sono inermi e non sanno opporre violenza a violenza.

Antiochia di Siria, crocevia dell’Impero, divenne presto una base importante per la diffusione della fede in Cristo nel mondo greco. I primi discepoli cominciarono a gettarvi il seme del Vangelo e ad insegnare che “Gesù è il Signore”. Si formo’ una bella comunità e furono chiamati “cristiani” da “Cristo”, il Messia atteso da Israele. Barnaba, un discepolo di Gerusalemme, fu inviato dagli Apostoli a constatare e si rallegrò a vedere la grazia di Dio. Poi andò a ripescare Saulo e lo portò ad Antiochia, che diventerà la base dei viaggi missionari dell’Apostolo delle genti.

Molti Giudei, nonostante i miracoli, non volevano accettare che il Messia era proprio Gesù. Così oggi: molti desiderano la salvezza magari dalla scienza o dalla politica. Essi non fanno parte del gregge di Cristo, non conoscono il Padre che lo ha mandato. Gesù e il Padre sono una cosa sola: si salveranno quelli che si mettono nelle loro mani e non quelli che appartengono a varie consorterie umanitarie.


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