Padre Tagliareni: “Chi non ama la luce di Cristo vuole accopparla…”


 

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I Giudei di Antiochia di Pisidia non si convertirono alla parola di Paolo e Barnaba, che testimoniavano la salvezza di Gesù, morto e risorto per darci il perdono dei peccati e la grazia di Dio perduta in Adamo. Essi fecero la scelta dei Giudei di Gerusalemme: rifiuto di Gesù e del suo Vangelo, lotta e persecuzione dei suoi seguaci.

Un piccolo gruppo di gente timorata di Dio però, aderì e si formò una prima comunità che cominciò a sperimentare la gioia di vivere in Cristo la libertà dei figli di Dio. Cosi vediamo da una parte rifiuto, ostinazione, ira, invidia, gelosia, violenza, bestemmia; dall’altra parte, gioia, amore, interiore libertà, nuova fratellanza nel nome di Cristo.

Per questo gli Apostoli scossero la polvere dei loro sandali e dissero: “D’ora in poi ci rivolgiamo ai pagani”. Si adempie così la parola del profeta: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”» (Is 49,6).

La luce splende nelle tenebre, ma non tutti la amano. Chi non l’ama, vuole accopparla; ma non vi può riuscire!

Nell’Ultima Cena, Gesù fa le più grandi rivelazioni: cosa che si ripresenta nell’Eucaristia ben celebrata. Egli ci rivela il volto del Padre dei cieli, l’indissolubile unità tra Padre e Figlio, la sua presenza operante sia nel Vangelo di Gesù sia nei suoi miracoli. E chi vive in questa comunione farà le stesse opere di Gesù e Dio ne sarà glorificato. Ecco il segno!

Chi si priva della Messa, come può rimanere cristiano?


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