Gli auguri alle mamme da una mamma speciale


Non sono mamma, ma lo sono stata per tanti, lunghissimi anni.
Sotto i miei occhi sono piacevolmente passati centinaia, forse migliaia di bambini… mille e mille manine da guidare, occhietti da illuminare, cuori da incendiare, orecchie da entusiasmare, movenze da educare. Nessuno dei miei alunni ha incrociato invano la mia vita, senza lasciare traccia nel mio animo: molto ho insegnato loro ma, da ognuno, ho imparato tutto ciò che pur era invisibile ad occhi estranei o disattenti ed ho percepito quell’universo interiore che i bambini, solo, sanno svelare a chi li scruta in profondità, a chi legge su righe non scritte i loro sentimenti, i malesseri, le gioie inespresse, le soddisfazioni, le aspettative, i crucci, gli insuccessi e le loro cause. Per questo oserei dire che, talvolta, un bambino può “leggerlo dentro”, ancor più di una mamma, solo un’insegnante.
Ed è stato bello, anzi meraviglioso. Anche quando sentivi che le forze ti venivano meno e talune loro irrequietezze ti sfibravano. E di sicuro i bambini non li lasciavi al cancello della tua scuola…essi ti restavano dentro la mente, ti seguivano virtualmente fino a casa tua, mentre lavoravi, cucinavi, quando cercavi di addormentarti e non ci riuscivi perché desideravi trovare una soluzione a “quel” problema che ti pareva così arduo. Ma lo facevo con soddisfazione immensa ed essi mi hanno sempre smisuratamente ricambiata con un amore gratuito, che superava ben oltre il limite delle mie aspettative…il riconoscimento più ardito mi giungeva quando, immersi in un lavoro appassionante, volevano mostrarmelo d’impeto e, dimenticando quasi di essere a scuola, ti appellavano col nome “mamma”!
Non mi è mai mancata dunque quella parola, né il senso della maternità.
Non mi è mancata neanche quando lo scorrere inesorabile del tempo ti travolge e la vita, con le sue tempeste, trasforma improvvisamente il tuo status, facendo sì che da figlia tu diventi madre della tua stessa mamma. Così, nel dolore della malattia che colpisce quanto di più caro tu possa avere, conosci quella tenerezza che nasce proprio nel prendersi cura di una mamma ormai anziana, la accogli come una bambina fra le tue braccia e la senti dipendere completamente da te, dalle tue premure e dal tuo affetto. Così sono diventata mamma di mia madre e, alcuni anni dopo, anche di mio padre perché sono figlia unica.
Mi piace pensare che, il giorno in cui mi dovrò presentare alla presenza dell’Altissimo, quando sarò giudicata per ogni mia fragilità terrena, e forse mi verranno chieste le referenze, potrò anch’io tranquillamente rispondere: sì, sono mamma anch’io!

A. P.


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