La Comunione: nella mano è lecita ma sconsigliabile, in bocca e in ginocchio è più rispettosa del Mistero


I fedeli cattolici sanno per fede che nell’Ostia consacrata vi è il Corpo, Sangue, Anima, Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Per questo va adorata in ginocchio, come Dio.
Per questo la unanime Tradizione cattolica è quella di ricevere il Santissimo in ginocchio e in bocca.
A partire dagli anni sessanta, in Olanda e poi quasi dappertutto si cominciò a imitare i Protestanti e prendere l’Eucaristia in mano. Questa pratica è dissacrante ed espone a fare perdere frammenti, che saranno sicuramente calpestati. Apre la porta ai sacrilegi e si agevola il furto di ostie da parte di soggetti malintenzionati.
Il card. Robert Sarah, prefetto della S. Congregazione del Culto, si è espresso in favore della Comunione sulla lingua e in ginocchio, come è nella veneranda tradizione cattolica, fino al Vaticano II, sancita in tanti pronunciamenti magisteriali, tra cui il Concilio di Trento. Le ragioni sono tante:
-per fede nella presenza del Signore;
-per maggiore rispetto e devozione;
-per evitare frammenti e profanazione;
-per l’esempio dei Pastorelli di Fatima, istruiti dall’Angelo del Portogallo;
-per l’esempio di Papa Wojtyla e M. Teresa di Calcutta fino alla morte;
-per l’insegnamento di Benedetto XVI;
-per evitare un diabolico tranello che cerca di fare perdere la fede nel Mistero eucaristico e ridurre l’Eucaristia a  simbolo di unità e comunione.
È chiaro che il giudizio del card. Sarah va preso come più autorevole di tutti gli altri, essendo egli, dopo il Papa, la massima autorità sulla Liturgia.
In conclusione:
Prendete la S. Comunione in ginocchio e sulla lingua, con grande devozione.
La Comunione nella mano è lecita, ma sconsigliabile. Lecita perché modalità prevista dall’Ordinamento generale del Messale Romano e permessa dalla C.E.I. È sconsigliabile perché difforme da quella tradizionale (sulla bocca e in ginocchio), più rispettosa del Mistero, e si espone putroppo ai rischi di furti, frammenti e profanazioni.
UN SACERDOTE DELLA CHIESA CATTOLICA

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