La Lega denuncia: “limiti per il Codiv-19 ma non per tutti. Quartiere in mano agli spacciatori extracomunitari”


 

E’ gravissima la situazione nella quale verte il quartiere della Malpensata di Bergamo. Mentre i bergamaschi sono rinchiusi in casa e seguono le prescrizioni dei Decreti ministeriali, oppure vengono multati, mentre gli extracomunitari sfacciatamente, per settimane, hanno continuato a formare assembramenti, oltre che proseguire indisturbati nell’ordinaria attività di spaccio.

Questo accade particolarmente nelle zone della Malpensata, della Stazione ferroviaria e delle vie limitrofe e, come segnalano la cittadinanza e le stesse forze dell’ordine, tali extracomunitari sarebbero in buona parte quelli ospitati dall’Opera Diocesana “Patronato San Vincenzo”. Tale struttura ospita richiedenti asilo anche in baracche di legno dalle quali ordinariamente proviene un notevole odore di cannabis, come denunciano i passanti e coloro che utilizzano la adiacente fermata del bus.

Purtroppo anche io stesso ho avuto modo di notare un grande assembramento di extracomunitari nel Piazzale della Malpensata. In quell’occasione mi ero fermato per cercare di capire cosa stesse accadendo, constatando con meraviglia che oltre 20 persone stavano semplicemente passando il tempo interagendo tra loro, molte delle quali senza nessuna mascherina. Addirittura, resisi conto che li stavo osservando, hanno iniziato ad inveire e a lanciare pietre, venendo velocemente nella mia direzione. Meno male che non sono riusciti a colpirmi e che non ero a piedi! Ho provveduto a sporgere querela presso il Comando della Polizia Locale di Bergamo.

Per risolvere il problema sono necessari presidi fissi delle forze dell’ordine e provvedimenti anche nei confronti di coloro che gestiscono in questo modo l’accoglienza dei cosiddetti “richiedenti asilo”. Alcuni mesi fa avevo anche depositato un’interpellanza urgente sulla zona, dato che i problemi erano esattamente gli stessi anche prima dell’emergenza coronavirus (evidentemente gli extracomunitari non sono soggetti alle restrizioni in atto per volere delle Istituzioni razziste che discriminano i propri cittadini).

Benché i tempi previsti dal Regolamento comunale fossero di 30 giorni, l’Assessore alla Sicurezza si è degnata di rispondere solo dopo circa 120 giorni, a seguito di ben due solleciti: un primo sollecito fatto al Presidente del Consiglio ed un secondo sollecito fatto al Presidente del Consiglio e al Segretario comunale (altrimenti l’interpellanza sarebbe ancora lì in un cassetto).

La risposta (data quattro mesi dopo) era fondamentalmente un elenco di quanto fatto nell’ultimo periodo e fungeva da monumento al proprio operato da parte della modesta Amministrazione rossa di Bergamo, questo nonostante la delinquenza e l’illegalità siano sempre all’ordine del giorno in questo quartiere divenuto invivibile, come lamentano gli abitanti esasperati. A questo punto per rafforzare il ribaltamento della realtà sono intervenute anche le truppe cammellate dell’informazione locale bergamasca, che come sapete eccelle per imparzialità e completezza, con un unico articolo sull’argomento che faceva passare la zona della Malpensata come sicurissima e la Lega come il soggetto attaccato dal fenomenale Assessore all'(in)Sicurezza, un assurdo capovolgimento dei fatti che è stato interpretato dai lettori (che sanno bene il livello di degrado che imperversa tra Malpensata, Stazione, via Bonomelli e via Quarenghi) come una barzelletta.

Filippo Bianchi, Consigliere comunale di Bergamo,
Gruppo Lega

 


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