Padre Tagliareni: “lo Spirito di Verità non può essere ricevuto dal mondo peccaminoso e ribelle”


Dopo il martirio di Stefano, scoppiò la persecuzione, non da parte dei Romani ma del Sinedrio degli ebrei. Essi non potevano sopportare che pecorelle d’Israele scappassero loro di mano, facendosi “cristiani”.

Dopo la Pentecoste infatti, erano in molti quelli che si convertivano. E se perseguitati, scappavano in altre città e parlavano a tutti di Gesù morto e risorto. Il diacono Filippo venuto in Samaria, predicava la lieta novella, facendo esorcismi e guarigioni strepitose. Saputolo, la Chiesa di Gerusalemme mandò Pietro e Giovanni a confermare nella fede quei seguaci: imponevano loro le mani e scendeva su di loro lo Spirito Santo. È la Confermazione, un altro Sacramento che rende capaci di testimoniare fino al martirio il Cristo.

“Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”, dice S. Pietro, con dolcezza e coscienza pura, come Gesù.

Nei discorsi dell’Ultima Cena emerge forte la Trinità. Gesù promette il dono del Consolatore, lo Spirito di Verità che il mondo peccaminoso e ribelle non può ricevere.

Lo riceve solo chi ama Gesù di un amore che obbedisce si suoi comandi. Chi è fedele, sarà posto da Gesù nel cuore del Padre e non subirà orfananza, ma conoscerà Dio.


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