“Studi cattolici”: alle origini della Rivoluzione psichedelica


 

È appena uscito il nuovo numero (711, maggio 2020) di «Studi cattolici», rivista mensile di 80 pagine diretta da Cesare Cavalleri e pubblicata dalle Edizioni Ares di Milano. Nella varia panoramica dei temi trattati andiamo dalla “geopolitica del Coronavirus” con l’articolo di Stefano Graziosi Covid-19, Usa & Russia contro Cina?, alla poesia contemporanea e la relativa intervista all’omonimo del premier più amato dagli italiani a cura di Alessandro Rivali (È tempo di tornare al Mito. Colloquio con il Giuseppe Conte), per finire con le consuete rubriche dedicate agli arrivi Home Video (Silvia Stucchi, Amaro risveglio dal Sogno Americano) e Serie Tv. In quest’ultimo contenitore troviamo l’accurata recensione di Erica Gallesi della recente serie televisiva francese in otto puntate (il primo episodio è stato trasmesso il 18 novembre 2019), intitolata “Le Bazar de la Charité”, prodotta da TF1Quad Productions in partenariato con Netflix. Il serial Tv, con tempistica sfortunata perché ha alla fine impattato con la pandemia e le disgrazie/lutti snocciolati ogni minuto dai media nazionali, è dedicato all’incendio del Bazar de la Charité, che si verificò il 4 maggio 1897 a Parigi e causò la morte di 126 persone, molte delle quali rappresentavano l’aristocrazia e l’alta borghesia francese (L’incendio al «Bazar de la Charité»).

Nel sommario della rivista segnaliamo una chicca, la pubblicazione in anteprima del primo capitolo del libro Rivoluzione psichedelica – La CIA, gli hippy, gli psichiatri & la Rivoluzione culturale degli anni Sessanta (Edizioni Ares, Milano 2020, pp. 616, € 19,50) del giornalista e scrittore Mario A. Iannaccone (Alle origini della Rivoluzione psichedelica. Da Coleridge ad Huxley, pp. 324-329).

Nel saggio si ripercorrono le origini della Rivoluzione hippy degli anni Sessanta, fatta risalire alla scoperta negli Stati Uniti dell’LSD. Allora, infatti, questa droga sintetica di larga diffusione fu presentata da alcuni personaggi “di tendenza” come una medicina meravigliosa per vincere l’alcolismo, la follia e le ingiustizie, per illuminare le menti o creare la “spia perfetta”. La sostanza, spiega Iannaccone, che da anni si occupa di storia della cultura e, in particolare, dell’immaginario prodotto dalle nuove religiosità e dalle culture alternative, fu studiata da grandi istituti di ricerca strategica e inserita nei protocolli di esperimenti top secret degli States prima di diffondersi nelle strade, nei salotti, nella società del boom economico e oltre, in un’onda lunga che influì profondamente sulla cultura della droga dagli anni Settanta sino al XXI secolo. Da qui, la «rivoluzione psichedelica», che sedusse psichiatri, artisti e scienziati del comportamento. Il suo effetto cambiò le università, dipinse i colori degli anni Sessanta, ispirò i suoni del rock e degli hippies, la rivolta di Berkeley, l’utopia di Haight-Ashbury, il noto quartiere della “controcultura” di San Francisco (California) e, infine, il Sessantotto. Di tutte queste vicende nel primo capitolo pubblicato nell’ultimo numero di Studi Cattolici si presentano i principali “antesignani” di questo delirio nei secoli XIX e XX, rispondenti rispettivamente ai nomi di Samuel Taylor Coleridge (1772-1834), poeta, critico letterario e filosofo inglese iniziatore con William Wordsworth del movimento romantico nel Regno Unito e Aldous Huxley (1894-1963), noto scrittore britannico, autore tra gli altri di un libro universalmente noto come Il mondo nuovo.

Ricordiamo che la rivista Studi Cattolici detiene un vero e proprio record per l’attuale panorama editoriale italiano: con questo nuovo numero arriva al 711° numero cartaceo! Il primo numero (allora come trimestrale) uscì infatti a Roma nel giugno del 1956 e, ancora oggi, vi scrivono nomi interessanti e qualificati della cultura civile ed ecclesiale italiana. Volendo fare solo alcuni esempi si possono citare il poeta Alessandro Rivali, il vaticanista Aldo Maria Valli, il card. Angelo Scola, mons. Luigi Negri, il rettore Lorenzo Ornaghi, mons. Ugo Borghello, l’ex direttore di Avvenire Pier Giorgio Liverani, lo storico Ugo Finetti e tanti altri, per non dire delle insuperabili vignette di Guido Clericetti.

Descrivere stile, contenuti e finalità di Studi Cattolici non è facile ma, di recente, l’ha provato così a fare lo stesso direttore Cesare Cavalleri: «mantenendosi fedele allo spirito originale, la rivista intende offrire una chiave di lettura delle cose che accadono nel mondo e nella cultura. Tanto più necessaria oggi in un’epoca in cui, travolti da un eccesso di informazioni, si fatica a trovare un ordine, delle gerarchie». Per ulteriori informazioni: www.edizioniares.it.

GIUSEPPE BRIENZA

 


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