Esclusivo. Filippo Savarese: “Enrico Mentana è prigioniero del suo stesso personaggio”


 

È l’undici maggio, Enrico Mentana, direttore del TG di La7, in risposta a un consigliere regionale abruzzese che in merito alla liberazione di Silvia Romano, la ragazza milanese rapita in Kenya alla fine del 2018, si era prodigato in un paragone un po’ forte e provocatorio, esprimendo dei dubbi in merito agli abiti indossati dalla ragazza  (Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa della SS?), interviene su Facebook: “A tutti quelli che in queste ore fanno orrendi e insensati paragoni con chi tornò da Auschwitz voglio solo sommessamente ricordare che il campo di Auschwitz sorgeva nella cattolicissima Polonia, e che lo stesso Hitler era cattolico battezzato e cresimato. Provate a riformulare il paragone ora…”.

La reazione dell’ambasciatrice polacca a Roma non si fa attendere, e nella risposta al Direttore gli ricorda, tra le altre cose, che la Polonia era occupata dai Nazisti, che lì avevano costruito il più grande campo di concentramento perchè proprio in Polonia viveva il maggior numero di ebrei.

Al che Enrico Mentana interviene, sempre su Facebook: “Alcuni troll hanno provato a gettarmi fango (la materia di cui son fatti) per il post su Auschwitz, aizzando pure l’incolpevole ambasciata polacca”, e tira in ballo Filippo Savarese, ex portavoce di Manif Pour Tous Italia e per tre anni direttore delle campagne di Citizengo italia, che su Instagram aveva ringraziato “l’Ambasciatrice polacca a Roma per aver risposto alla mia richiesta assicurando che stanno lavorando su queste scandalose offese”. Queste le parole di Mentana sull’intervento di Savarese: “Il capo delle Campagne di CitizenGo, emanazione italiana di un gruppo ultraconservatore cattolico, che aizza l’ambasciatore di Polonia contro il sottoscritto e si vanta di aver fatto scrivere una risposta. Avanti così”.

Abbiamo così deciso di contattare Filippo Savarese e di fargli alcune domande in merito a questa grottesca vicenda.

La prima domanda che vorrei farti è, che cosa c’entra la risposta di Mentana con la frase del consigliere comunale abruzzese?

“Assolutamente nulla. Qualsiasi tentativo di trovare paragoni, similitudini o parallelismi è impossibile. Il campo di concentramento di Auschwitz e in generale tutti i territori sotto occupazione e controllo nazista perciò stesso avevano perso la loro riferibilità alla Polonia e alla sua cultura cattolica. È quindi storicamente falso, sotto qualsiasi punto di vista, affermare che ‘Auschwitz sorgeva nella cattolicissima Polonia’. È vero l’esatto opposto: Auschwitz sorgeva su un territorio de-polacchizzato e de-cattolicizzato da parte dei nazisti con la loro stessa occupazione”.

Enrico Mentana accusa chi se la prende con lui di essere un “troll” ma in realtà sono le sue reazioni quelle di un “troll”. Come hai fatto ben notare tu, il direttore negli interventi succitati e in altri ha usato i seguenti termini: fango, pena, ribrezzo, tribù, sollevazione, affiliati, echo chambers, reti di propaganda. Non faceva prima a chiedere scusa e ad ammettere di aver detto una sciocchezza?

“A me sembra che Enrico Mentana sia prigioniero del suo stesso personaggio. È senza dubbio uno degli opinionisti politici di maggior tendenza sui social, oltre che ovviamente uno dei più importanti giornalisti in Italia. Quando si raggiunge un tale status, scusarsi e ammettere di aver sbagliato non è consentito, si rischia di perdere ‘quota’. In questo caso Mentana si è riferito a una ‘sollevazione’ organizzata da parte di non si sa bene quali troll. Ha detto una castroneria storica e molte persone glielo hanno rimproverato. Ringraziamo Dio che in Italia ci sono ancora tanti privati cittadini che studiano la Storia, piuttosto”.

In un altro passaggio Mentana dice: “malpancisti e odiatori di ogni ordine e grado sono spuntati fuori da ogni parte. Ve lo dico col cuore: fate schifo”. A me viene da sorridere; se si può capire che il “leone da tastiera” scriva frasi anche un po’ di pancia, lo stesso può valere per uno dei giornalisti più famosi e pagati d’Italia?

“La trovo più che altro un po’ una vigliaccata. È facile fare l’altezzoso dicendo ‘fate schifo’ a imprecisati ‘malpancisti e odiatori’. Ci vuole più coraggio invece a fare nomi e cognomi, a rispondere ai singoli utenti in questo modo. Quando mi ha citato personalmente sul suo profilo Instagram, guardacaso non ha usato questi toni.

Se fossi l’ambasciatrice polacca mi sentirei più offesa per l’accusa di essere stata “aizzata” (linguaggio che di solito si riferisce ai cani) da te che per tutto il resto che è un evidente grossolano errore storico, non pensi?

“La cosa più grave della vicenda, oltre alla castroneria storica, è il modo in cui Mentana si è costantemente riferito all’Ambasciata Polacca in Italia, col continuo riferimento al fatto che sarebbe stata ‘aizzata’ dai suddetti troll tra cui il sottoscritto. È un modo veramente offensivo di considerare un importante corpo diplomatico europeo. L’Ambasciata non si è fatta ‘aizzare’ da nessuno. Anzi, quando ho chiesto su Twitter alla Signora Ambasciatrice di rispondere, lei ha lasciato chiaramente intendere che erano già sulla vicenda. Quindi non è né merito né colpa mia, a seconda dei punti di vista”.

Se di errore storico trattasi, probabilmente c’è dell’altro nella reazione di Mentana. Pensi che sotto la cenere ci sia ciò che sperimentiamo da un bel po’ di tempo, cioè l’odio verso i cattolici? 

“Ho letto che lo stesso Mentana si dichiara cattolico, anche se sarebbe interessante conoscere le sue opinioni in tema di aborto, eutanasia, matrimonio, adozioni, educazione sessuale, etc. Non direi comunque che in questo caso si tratti di odio, ma certamente di una considerazione superficiale, offensiva, come ha detto l’Ambasciatrice polacca. I cattolici sono quelli che si possono sempre tirare in ballo senza il minimo rischio di essere ‘politicamente scorretti’. Il rigoroso rispetto che circonda qualsiasi altro culto, l’ebraismo o l’islam, non vale per il cattolicesimo. Questo è un fatto”.

Enrico Mentana è titolare del sito ‘Open’ che ha come suo obiettivo la lotta contro le bufale. A parte che da qualche mese non sei più il ‘capo’ delle campagne di CitizenGo Italia, e già siamo a una bufala a zero per lui, mi sembra che uno scivolone ben più grave ‘Open’ lo fece con una fake news che avrebbe dovuto smentire una fake news che invece era, purtroppo, notizia vera, cioè quella relativa alla legalizzazione dell’aborto al nono mese da parte dello Stato di New York, tra gli applausi e gli urli di gioia dei Democratici al momento della firma del Governatore Cuomo, all’inizio del 2019. In questi giorni cade il secondo anniversario della scritta intimidatoria, ‘eutanasia per Savarese’, che dei simpaticoni amici del ‘progresso’ ti dedicarono in seguito alla vostra campagna anti aborto nella Capitale. Si trattava di odio o di un incompreso gesto d’affetto? Perchè non mi sembra che ai media da premio bontà la cosa sia interessata più di tanto. Qualche direttore di tiggì per l’occasione ti espresse la propria solidarietà?

“Non penso si trattasse di una vera minaccia, anche vista la singolarità dell’auspicio (l’eutanasia è un qualcosa che uno si dovrebbe dare da sé o a cui dovrebbe comunque prestare il consenso, anche se come stiamo vedendo in questi ultimi tempi ormai aumentano esponenzialmente i casi di eutanasie imposte a minori o malati mentali). Denunciai il caso ai carabinieri e facemmo comunicati stampa, ma ovviamente nessun media importante lo riprese. Comunque, proprio oggi sono ripassato lì davanti, sulla strada per andare a visitare la tomba di san Giovanni Paolo II a San Pietro, e ho visto che hanno cancellato ‘eutana’. Quindi ora si legge ‘sia per Savarese’. Mi sfugge completamente chi possa essere stato, spero non il servizio decoro del Municipio perché vorrebbe dire che hanno finito la vernice in corso d’opera. Ognuno aggiunga l’augurio che preferisce davanti a quel ‘sia’…

E per concludere un messaggio che si spera che qualcuno recapiti a Enrico Mentana…

“Vorrei invitarlo a fare l’esperienza di chiedere pubblicamente scusa quando è nel torto. Ne scoprirà i benefici. Lo stesso San Giovanni Paolo II lo ha fatto a nome della Chiesa Cattolica per i suoi errori storici, tra i quali però non c’è quello di aver prestato minimamente il fianco al nazismo, anzi combattuto con tutte le forze”.

A tal proposito, per tagliare la testa al toro (e la cresta a Mentana), ecco cosa pensava Adolf Hitler del Cristianesimo: “Ci accusano di essere i nemici dello Spirito. Lo siamo. Ma in senso molto più profondo di quanto possano immaginare gli stupidi borghesi. Che m’importa della dottrina cristiana, del significato infinito dello spirito individuale e della responsabilità morale personale? Io le contrappongo, con gelida chiarezza, la dottrina salvatrice del nulla e della totale insignificanza dell’individuo e della sua esistenza continuata solo nella mortalità visibile del sangue della razza… Io libero l’uomo dalle esigenze della libertà spirituale e dell’indipendenza personale, che pochissimi sono in grado di sopportare… Un Cristianesimo tedesco è una contraddizione. O si è tedeschi o si è cristiani” (Dalle conversazioni di Hitler con i suoi Gauleiter).

Attilio Negrini


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