Esclusivo. Silvana De Mari: “sta nascendo una nuova chiesa militante e impavida”


“Sta nascendo una nuova chiesa militante e impavida”. Ne è convinta la dottoressa Silvana De Mari che, attraverso questa intervista, in esclusiva per Informazione Cattolica, tocca diversi temi, dalla ripresa delle Sante Messe con il popolo al contrasto sanitario al Coronavirus, dall’azione politica del governo Conte per fronteggiare la pandemia (“un governo pessimo che non protegge i cittadini ma che adora averli impugno”) al ‘caso’ Silvia Romano.

Abbiamo chiesto la disponibilità, molto gentilmente concessaci, di pubblicare in contemporanea le nostre domande e le risposte della dottoressa De Mari al noto vaticanista Marco Tosatti che, oggi stesso, ha pubblicato il “botta e risposta” sul suo notissimo blog Stilum Curiae.

Dottoressa De Mari, da ieri, 18 maggio, è stato permesso nuovamente il culto pubblico. La sua opinione in merito? Come valuta l’operato dei vescovi italiani della CEI durante questa emergenza?

“Dal 18 maggio le Chiese sono aperte e il culto è di nuovo ripristinato da una Chiesa estremamente addomesticata, con regole che sono folli dal punto di vista teologico ma anche dal punto di vista medico. Dal punto di vista teologico l’Ostia Consacrata è il Corpo di Cristo e non può essere toccata coi guanti. Dal punto di vista medico i guanti sono il miglior posto perché un virus campi bello e pasciuto. Fortunatamente non tutti si stanno adeguando e sta nascendo una nuova chiesa militante e impavida. Ieri mattina ho assistito a una bellissima messa dove il sacerdote si è lavato le mani invece che con l’acqua, come si dovrebbe fare nella normale liturgia, in una ciotola di amuchina prima della consacrazione. Perfetto. È un brutto guaio che l’Eucaristia venga data sulle mani. È un guaio anche dal punto di vista igienico perché le mani hanno toccato i banchi e tutto il resto. I cristiani ortodossi, invece, continuano a fare la Comunione nella maniera solita, inginocchiati e in bocca. Perché? Perché loro hanno combattuto. Le nostre gerarchie cattoliche, invece, sembravano non aspettassero altro”.

Da medico come valuta, dal punto di vista sanitario, gli interventi del comitato tecnico scientifico fino ad ora messi in atto?

“Li valuto in maniera veramente brillante… Difficilmente si sarebbe riusciti a fare una serie di cose sbagliate, al momento sbagliato, senza sbagliare un solo colpo. Sono impressionata. La richiesta molto caldeggiata di non fare autopsie ha permesso di continuare a sbagliare la terapia per settimane. È stato calcolato che dove i pazienti sono stati seguiti in maniera corretta, vale a dire antiinfiammatori, immunomodulanti, chinino, eparina, la loro mortalità è il 3 percento, esattamente come in Germania. Inoltre, aver rinchiuso in casa persone per salvarle da un virus che si può propagare solo al chiuso, così da far crollare il sistema immunitario e sprofondare tutti nelle depressioni e negli squilibri psicologi più vari, è stato un vero colpo di genio!”.

Dal punto di vista socio-politico come valuta il governo Conte sul Coronavirus?

“Credo che sia un governo pessimo che non protegge i cittadini ma che adora averli impugno, e queste sono le caratteristiche della dittatura. La dittatura non protegge ma ti leva le libertà più elementari”.

Lei è cattolica. Dal punto di vista spirituale che idea si è fatta della pandemia? Un segno di Dio?

“Ogni cosa che succede è legata in qualche maniera a Dio. È legata alla Sua volontà oppure è legata al fatto che il male ha talmente riempito il mondo che la protezione di Dio cede il passo alla sua giustizia, e la sua giustizia è una parte della sua misericordia. Quando una civiltà è troppo corrotta potrebbero essere necessario, perché ritrovi il senso della giustizia e dell’etica, che passi da una spaventosa crisi”.

Cosa potrà accadere nei prossimi mesi dal punto di vista sociale?

“Il coronavirus può avere due possibili evoluzioni: può essere il sistema attraverso il quale le élite metteranno definitivamente il guinzaglio al popolo oppure può essere il momento in cui il popolo dà una spallata e si libera dal guinzaglio”.

Qual è la sua opinione sul ‘caso’ Silvia Romano?

“Un mio carissimo amico è andato a Damasco poco dopo il rapimento delle due fanciulle Vanessa e Greta (si tratta di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite ad Aleppo nel 2014 e liberate il 15 gennaio 2015 dopo il pagamento di un riscatto, ndr.). Questa persona andava a Damasco a distribuire aiuti raccolti da lui e dai suoi amici con i loro soldi. Durante la sua permanenza a Damasco si è finto francese, perché in quel momento dichiararsi italiano voleva dire andarsi a cercare un rapimento, e prima di partire ha fatto un testamento dove dichiarava che in caso di rapimento per nessun motivo voleva che fosse pagato il riscatto. In questo momento in Africa ci sono un gran numero di persone, in parte italiane, a fare lavori fondamentali: sono gli avvocati che difendono le nazioni africane dalle multinazionali, sono gli imprenditori, innamorati dell’Africa, che stanno creando imprese industriali, tutti questi adesso sono a rischio. La cosa gravissima, però, non è il comportamento di Silvia Romano, la cosa gravissima è il comportamento di Conte e Di Maio che hanno trasformato il rientro di una persona, che si era rifiutata di levare l’abito di guerra di un gruppo terroristico tra i più feroci, in una grossissima festa. Tutto quello che è successo è diventato un grandissimo spot pubblicitario per Al-Shabaab, per questo ho avuto la necessità etica di usare questa parola così dura, ‘sciacquina’, che doveva attraversare l’etere, doveva arrivare a tutte le altre donne, più o meno giovani e più o meno sprovvedute, impedendo un altro caso ‘Vanessa e Greta’, un altro caso ‘Silvia Romano’, perché è evidente che a questo punto parte l’effetto imitazione. Volevo che quella parola arrivasse, ed è arrivata, ai genitori dei ragazzi assassinati da Al-Shabaab, per fare loro sapere che non tutta l’Italia stava ballando sui loro morti ma che qualcuno si stava rendendo conto di quanto atroce fosse quello che era successo. Ho il vago sospetto che la signora Silvia Romano sia tuttora sotto ricatto. Non è un’evenienza molto probabile ma non è del tutto impossibile. Non è difficile tenere una persona sotto ricatto. È sufficiente che io abbia un bambino e ti dica: ‘guarda o fai quello che ti dico io o gli faccio del male’. In questo caso la signora Silvia Romano sarà la prima ad essermi grata perché sto segnalando che qualcosa non va in tutta questa faccenda. E lo sto segnalando nell’unica maniera a me possibile. Io non possiedo televisioni, io non possiedo giornali. L’unica maniera per far sentire la mia voce è quella di alzarla, è quella di usare termini durissimi. In questa maniera i miei nemici – ringrazio commossa il giornale Globalist, le simpaticissime e geniali Sardine e, ovviamente, gli amici di Gayburg – fanno da cassa di risonanza alla mia voce”.

Lei è una brillante scrittrice. Quali saranno le prossime novità che riserverà ai suoi affezionati lettori?

“Sto lavorando ad un romanzo che amo moltissimo e del quale preferisco non dire nulla. Sto anche scrivendo il seguito dei miei ultimi due libri, Arduin il rinnegato, la storia fantasy di un orco che combatte per gli uomini, e Io mi chiamo Joseph, che è invece la storia di un ragazzino che arriva dalla Nigeria ed è l’unico sopravvissuto ad un massacro di cristiani”.

MATTEO ORLANDO

 


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“È un brutto guaio che l’Eucaristia venga data sulle mani. È un guaio anche dal punto di vista igienico perché le mani hanno toccato i banchi e tutto il resto”

Vero.
Ma bisogna raccogliere quanto è possibile di buono in tutta questa pur triste situazione.
Nella Chiesa di Ferrara dove sono andato ieri, il giovane parroco si è commosso all’inizio e a stento ha trattenuto le lacrime. Ma ha dovuto sottostare agli indirizzi dati dalla curia, per cui ha distribuito l’Eucaristia con i guanti in lattice, che si è poi tolto e messo in una piccola bacinella metallica con acqua, al fine di impedire la dispersione oltraggiosa di eventuali frammenti. Niente genuflessioni nei banchi, per questione di mantenimento dell’igiene.
Presenza in questa piccola Chiesa: circa 10 persone, per lo più anziani.
Il grosso pericolo è a mio avviso quello che già comunque è stato trasmesso e cioè che è sufficiente e valido pregare anche a casa propria.
Così si distrugge nelle coscienze deboli il senso del sacramento e il fatto che Cristo è realmente presente nel suo corpo sangue anima e divinità.
Tuttavia, se la situazione della chiesa cinese è molto lontana ancora dalla nostra, direi che la formazione di una possibile Chiesa sotterranea a difesa della Sacra Tradizione, non è più così lontana come idea.

Io, felicemente agnostica,
La ringrazio. Per questo grido di speranza di coraggio. Andate avanti. Avete un pubblico… Non solo di cattolici… Ne siete degni. Teneteci alta questa fiamma di speranza