Giardini ‘Welby’: “occorre insegnare a vivere, non a morire”

 

Vi vogliamo aggiornare sulla proposta presentata da PD e M5s, discussa il 28 aprile scorso in Consiglio Municipale a Roma per intitolare i giardini di Piazza San Giovanni Bosco a Piergiorgio Welby.

Come era prevedibile la proposta è passata. I soli voti contrari quelli di Lega e Fratelli d’Italia.
A noi di Steadfast Onlus preoccupa la leggerezza con cui vengono portate avanti certe iniziative mentre abbiamo ancora davanti agli occhi gli enormi sforzi e la grande dedizione che medici e infermieri hanno messo in campo per affrontare questa emergenza sanitaria, in particolar modo nelle terapie intensive.

Gli ospedali hanno dovuto affrontare enormi difficoltà per trovare e allestire il maggior numero di letti per la terapia intensiva comprensivi di respiratori e supporti adeguati proprio perché indispensabili per salvare vite umane.

Questa emergenza sanitaria e il caso di Welby, malato di distrofia muscolare e morto nel 2006 a seguito del distaccamento del respiratore artificiale da parte del medico, sono la dimostrazione che la respirazione artificiale non può essere considerata una terapia, bensì un supporto vitale. Il trattamento a lui riservato non era neanche da considerarsi accanimento terapeutico, come sentenziato dagli stessi giudici che seguirono la causa giuridica nata in seguito alla sua morte.

Lo scopo di questa proposta, ormai approvata, ha il chiaro obbiettivo di portare avanti a piccoli passi politiche e leggi che, purtroppo, abbiamo imparato a conoscere in paesi come Svizzera, Belgio, Olanda e Regno Unito, volte a considerare inutile la vita non più sana e performante quindi non degna di essere vissuta, ma buona per essere sacrificata a qualunque età e per qualunque necessità in nome di una presunta libertà di autodeterminazione e sentimento caritatevole.

Inconsapevoli vittime di questa strategia mortifera sono gli studenti delle scuole che verranno coinvolte in questa commemorazione e che dovranno apporre la targa nei giardini. Verrà spiegato loro che Welby è morto  perché anche altri possano morire come ha fatto lui. Non possiamo permettere che i nostri ragazzi, il nostro futuro, imparino a vivere secondo la volontà di chi non rispetta la vita altrui.

Con  Steadfast Education ci poniamo l’obbiettivo di collaborare con istituti scolastici, enti educativi e università per realizzare progetti che mirino alla buona formazione delle conoscenze dei ragazzi e alla consapevolezza dell’unicità della vita umana, dei diritti ad essa collegati e all’aiuto e tutela dei più vulnerabili.

 

EMMANUELE DI LEO

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