Esclusivo. Il sen. Gaetano Quagliariello: “Non possiamo accostare la fede ad un hobby”


 

“In Italia è saltata la gerarchia delle fonti del diritto, la stessa Presidente della Corte Costituzionale recentemente è intervenuta al riguardo con chiarezza”.

Lo dice in questa intervista per Informazione Cattolica, a proposito delle censure sollevate da varie parti al governo Conte in merito al tema del diritto di culto e alla legittimità dei sui Dpcm, il Senatore Gaetano Quagliariello, rieletto al Senato della Repubblica, nel collegio uninominale L’Aquila-Teramo, in occasione delle elezioni politiche del 2018.

Il Senatore Quagliariello il 18 settembre 2019, in rappresentanza del movimento IDeA, è stato tra i fondatori di “Cambiamo!”, il movimento guidato dal presidente della regione Liguria Giovanni Toti.

Nel febbraio 2020 Quagliariello è stato designato dall’esecutivo nazionale di Cambiamo! come commissario per la Campania in vista delle elezioni regionali con il compito di “verificare la possibilità di una lista che parta da Cambiamo ma si allarghi anche ad altre realtà, nell’ottica di una riaggregazione e di un rafforzamento dell’area liberal-conservatrice e cristiana della coalizione di centrodestra”.

“Essere credenti non è come esercitare un hobby. Non possiamo paragonare o accostare la fede ad un passatempo o ad un hobby con le  sue regole. Bisogna essere rispettosi di questo sentimento. Per me la fede è una cosa seria. Non è affatto una novità che ci sia un atteggiamento poco amichevole verso la Chiesa cattolica. Questo  trae origine da una deriva della post modernità dove si privilegia la razionalità sulla fede, senza un giusto bilanciamento”, dice il Senatore Quagliariello.

“Forse è troppo definire autoritario il governo di Giuseppe Conte e tutti sappiamo che nelle situazioni di emergenza, e la pandemia naturalmente lo è,  i diritti individuali sono compressi ed affievoliti. Ma la sensazione è che questo affievolimento stia durando oltre e che si vada oltre il limite consentito”, conclude Quagliariello.

Bruno Volpe


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