L’ “addio al celebrato”, la ripresa della Messa, la prenotazione e molti dubbi…


 

Forse domani possiamo andare a Messa in parrocchia. La prefestiva non c’è. Non ne capisco il motivo ma mi adeguo. Mia moglie mi fa “dobbiamo prenotare”. Prenotare? Già, perché ci sono solo un’ottantina di sedie (i banchi sono stati momentaneamente tolti, non capisco perché ma mi adeguo). Ok, prenotiamo. Ci sarà la prima classe? Io voglio il posto vicino al finestrino! A me va bene anche il loggione (che non c’è). Si sprecano le battute.

A mio parere la soluzione migliore sarebbe stata quella di piazzare degli altoparlanti sul sagrato e chiedere ai fedeli senza posto a sedere dentro la chiesa di stare distanziati di un metro, centimetro in più, millimetro in meno. Oppure, ancora meglio, avrei suggerito di seguire ancora la funzione in streaming e al termine della Messa offrire la possibilità di ricevere l’Eucarestia sempre sul sagrato della parrocchiale. Non entro nel merito dei guanti, della mascherina, dell’amen vietato, però oggettivamente la situazione è ridicola.

Se qualche mese fa mi avessero pronosticato che avrei dovuto prenotare per andare a Messa, non ci avrei creduto. Ma come, metà banchi sono vuoti, ogni anno da quando la diocesi ha unificato Comunione e Cresima, c’è un banco di ragazzi in meno, avendo capito che quell’unica “festa” per i Sacramenti ricevuti equivale al rompete le righe, all'”addio al celebrato”. Avrei pensato, è incredibile, se davvero bisognerà prenotare vuol dire che ci sarà talmente tanta gente da dover mettersi in fila all’entrata. In effetti bisognerà stare in fila, fare il segno della Croce con l’amuchina benedetta, scambiarsi il segno della pace con un sorriso (giuro che chiuderò gli occhi), ricevere l’Eucarestia dai guanti per prendere le patate all’Esselunga. Non capisco ma mi adeguo.

Aspetti positivi della vicenda? Laddove al Padre Nostro il sacerdote invitava i fedeli a darsi la mano, gesto che credo abbia contribuito all’immunità di gregge dalla psoriasi, ciò non potrà accadere per legge. Fantastico! Gli interminabili avvisi a fine Messa non ci saranno, essendo sospese tutte quelle attività parrocchiali non contemplate nel diritto canonico: pizzate, spiedi solidali, spiedi per giovani, spiedi per meno giovani (come mai i sacerdoti dicono sempre “giovani e meno giovani?” Mistero!), pesche di beneficienza, mercatini del libro (e anche questo è un pericolo scampato, visto che ogni volta faccio la sceneggiata contro i vari Enzo Bianchi, Vito Mancuso e gli altri almeno dodici apostati molto in voga in ambienti catto protestanti).

Che dire, forse arriveremo sani e salvi in fondo alla cerimonia, sperando che nessuno tossisca, perché un altro mistero mai risolto è che a Messa, come a teatro, sono tutti sani, ma se uno non sa cosa fare e tossisce, per emulazione gli vanno dietro in 50, tossiscono tutti. In questo caso non c’è l’immunità di gregge ma solo il gregge che però assomiglia poco a quello delle pecore più o meno smarrite e molto più a quello delle capre. E adesso andate pure in pace. Ite, missa est. Sono sicuro che lo diranno in italiano ma sono sicuro che dopo tutte le raccomandazioni e la demagogia che uscirà dalle preghiere dei fedeli alle prediche alla Burioni, io risponderò in latino e capirò davvero come mai non lo si dice più nelle funzioni post conciliari ma è entrata nel gergo comune come frase per dire “è finito un incubo”: Deo gratias!!!

ATTILIO NEGRINI

 


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