TERZO GRADO A… Avv. Giovanna Arminio: “L’eutanasia è il nazismo della nostra epoca”


 

Il 22 maggio 2020 InFormazione Cattolica ha lanciato un nuovo spazio informativo che abbiamo chiamato “TERZO GRADO A…”. Si tratta di un’intervista curiosa, aperta a personalità pubbliche ma anche ai nostri lettori. Come è noto l’espressione “interrogatorio di terzo grado” (in inglese “third degree”) indica “il ricorso indiscriminato a metodi coercitivi per ottenere confessioni da persone sospettate di un crimine”. Naturalmente noi lo intendiamo in senso figurato, cioè come “una serie di domande poste in maniera incalzante”.

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Giovanna Arminio, nata a Reggio Calabria nel 1975, avvocato, è mamma di quattro figli ed è sposata con Riccardo. Cattolica, politicamente scorretta, è convintamente pro-life.

1. Una persona famosa che si avvicina al tuo ideale… Non è famosa, ma l’unica persona che vedo come un ideale a cui tendere è mia madre: rigorosa, semplice, vera, schietta, profondamente seria. Senza filtri. Non ci riesco in tutto.
2. Una tua fobia… Il vuoto. Un’altra mia paura è quella di perdere la fede.
3. La materia più amata e quella più odiata da studente… La più odiata matematica. Ancora sogno la professoressa del liceo che mi interroga alla lavagna e io rimango muta. La più amata senza dubbio storia. I fatti e i personaggi, anche se con sfumature diverse, si ripetono e conoscere quelli del passato ci rende persone più consapevoli e capaci di combattere le ingiustizie. 
4. Una cosa che hai sempre voluto fare e non hai mai fatto? Fare un giro in mongolfiera.
5. Qual è la tua più grande passione? Scrivere. Mi piace divulgare concetti complessi affinché diventino facilmente comprensibili alle persone più semplici.
6. Qual è il tuo motto? Non ho un motto ma mi piace quello che Tom Hanks disse nel film “Philadelphia”: “Cosa mi piace del diritto?……Il fatto che una volta ogni tanto, non sempre, ma a volte, diventi parte integrante della giustizia applicata alla realtà. È un’esperienza davvero eccitante quando questo avviene.”
7. Un oggetto al quale sei particolarmente legato… Un rosario ricevuto per la mia cresima che avevo portato a riparare ed in tempo di Covid-19 è rimasto dall’orafo. Mi manca.
8. Il film più bello che hai visto… Amo il cinema. Impossibile indicane uno perché ogni film segna più o meno un periodo della mia vita: di certo “Nuovo Cinema Paradiso” nella sua versione integrale, “L’avvocato del diavolo”, “Il silenzio degli innocenti”. Poi “Viaggio in Inghilterra”, una delle poche storie d’amore che mi fa piangere. L’unico che faccio fatica a guardare e mi mette quasi a disagio è “La passione di Cristo”, non per le immagini cruente, ma perché ha interrotto il racconto cinematografico edulcorato intorno alla crocifissione.
9. Il tuo programma tv preferito… Non guardo programmi in TV.
10. Il cantante (o gruppo musicale) preferito… Ascolto un po’ di tutto perché la musica mi fa compagnia. Mi piacciono i cantanti che interpretano in modo originale, che hanno voci struggenti e trasmettono messaggi fuori dal coro, come Rino Gaetano e Mia Martini. 
11. Il tuo sport preferito… Sono pigra. Mi piaceva guardare le partite di tennis dei campioni in TV insieme a mio padre quando era con noi. 
12. Il tuo piatto preferito e quello che proprio “non digerisci”… I miei piatti preferiti (ex equo) sono la parmigiana di melanzane, i peperoni e i pomodori ripieni preparati da mia madre e le frittole di maiale cucinate a Reggio Calabria a settembre a Festa Madonna (Festa di Maria Madre della Consolazione del 12 settembre)
13. Lo Stato del mondo in cui ti piacerebbe vivere… Soprattutto negli ultimi anni, ho maturato l’idea di lasciare l’Italia, ma non saprei dove andare.
14. Tra i vari problemi del mondo qual è quello che ti da più fastidio? La detenzione della ricchezza nelle mani di pochi. Intanto dovrebbe essere assicurato il “pane quotidiano” ad ogni essere umano in qualsiasi parte del mondo si trovi.
15. Il sito web che preferisci per informarti… Ho imparato a verificare una notizia almeno da tre fonti diverse che si trovano su posizioni diverse. Non do fiducia cieca a nessun sito web e a nessuna testata giornalistica e televisiva.
16. Che personaggio storico ti piacerebbe essere? Giovanna d’Arco, perché ha combattuto fino alla fine indipendentemente dal risultato, obbedendo solo a Dio, incurante delle conseguenze sulla sua persona.
17. Il tuo massimo sogno di felicità… Vedere che i nostri figli hanno messo al centro della loro vita Gesù Cristo e sono delle brave persone.
18. Hai tatuaggi e/o piercing: perché hai scelto di farli? Ai tempi del liceo avevo fatto sette fori alle orecchie (4+3). Adesso ne porto due quando mi ricordo. Nessun tatuaggio. Anche nei periodi di massima ribellione giovanile, ho sempre rifiutato l’idea di segnare in modo definitivo il mio corpo.
19. Un ricordo bello legato alla tua infanzia… Un milione di ricordi…: le tavolate della domenica con tutti i parenti; papà che mi insegna ad andare in bicicletta; mia madre sul balcone che mi chiama per tornare a casa mentre gioco nel  cortile polveroso con cugini e amici perché ha paura della mia asma; le abbuffate di limone a insalata con sale e aceto con mia nonna Amalia; mia nonna Giovanna che prepara il panino con il pomodoro “strofinato”, sale, olio e origano; mio nonno Nino che arrostisce castagne sulla padella bucata; io seduta sul divano con mio nonno Andrea mentre leggo con lui pagine a caso dell’enciclopedia universale. Insomma nella mia infanzia vincono i nonni. 
20. Pro o contro l’aborto e perché… Sono sempre stata contro l’aborto per una ragione molto semplice: nessun motivo può giustificare la soppressione della vita indifesa e innocente. Sul fatto che si porta in grembo un essere umano non c’è alcun dubbio scientifico. Quando rimasi incinta della mia prima figlia, andai dalla ginecologa più o meno alla sesta settimana e il cuore batteva già forte e chiaro. Fermare quel cuore battente significa uccidere una persona. Le riflessioni intorno a questo fatto si riducono a questioni di lana caprina. La fede aggiunge altri elementi: la vita è un dono del Creatore e noi non possiamo disporne, specie se riguarda altri. Quando questo avviene, bisogna riconoscere il grave errore, pentirsi, chiedere perdono a Dio e riconciliarsi.  
21. Pro o contro l’eutanasia e perché… Contro l’eutanasia per gli stessi motivi che mi portano ad essere antiabortista. Intorno a chi è gravemente ammalato, fragile, disabile bisogna predisporre un welfare di amorevole assistenza soprattutto dal dolore. Eliminare le persone improduttive secondo i disvalori del capitalismo più sfrenato (che riduce l’essere umano a merce e/o consumatore), creare e alimentare una cultura della morte che induce la falsa libertà di ucciderci o farci uccidere perché non abbiamo una vita degna di essere vissuta, è il nazismo della nostra epoca.
22. Pro o contro la legalizzazione delle droghe chiamate leggere e perché… Perché i nostri figli devono rimanere vigili e attenti per potere diventare adulti consapevoli, responsabili e combattenti.
23. Credi nella vita su altri pianeti? No.
24. Che cos’è per te la famiglia. È sufficientemente tutelata in Italia? La famiglia è ciò intorno a cui ruota la mia vita, nonostante i limiti, le imperfezioni, le cadute che la caratterizzano. Sono stata educata con la convinzione che anche la più pesante rottura possa essere sanata quando c’è la reale la collaborazione di tutti, ma anche a guardare in faccia le cose per ciò che sono senza ipocrisie e con molta franchezza. Per tenere in piedi una famiglia bisogna sacrificare gli inevitabili egoismi personali e fare comprendere a tutti che rinunciando a qualcosa si ottiene molto di più. Ho ricevuto fiducia e libertà dai miei genitori e provo a fare lo stesso con i miei figli. Mia madre mi ha sempre detto che la tenuta della famiglia dipende principalmente dalla donna e, al di là della condivisione o meno del matriarcato come modello, nella mia esperienza è stato finora così. No, la famiglia non è sufficientemente tutelata in Italia, ma neanche veramente riconosciuta, spesso sbeffeggiata e attaccata attraverso l’esaltazione ideologica di tutto ciò che la colpisce nel profondo: aborto, divorzio e mancanza di sostegno sul piano economico. Ma la famiglia reale resiste e dimostra di essere quella cellula fondamentale che tiene in piedi la società. In tempo di Covid-19 la famiglia è stata usata come un enorme ammortizzatore sociale ed è diventata luogo di lavoro, scuola, chiesa domestica e lo ha fatto non perché le sia stato ordinato, ma semplicemente perché è il luogo della cura per antomasia. Adesso chi ha delegato in bianco, spesso lavandosene le mani, faccia il suo pezzo di strada, prenda le proprie decisioni e si assuma le proprie responsabilità. 
25. Cosa pensi della credenza orientale chiamata reincarnazione? Penso che ogni essere umano, ogni popolo cerca dio sotto diverse forme. San Paolo lo spiega benissimo nel suo discorso agli Ateniesi: nonostante adorassero tante divinità, avevano dedicato un altare al “dio ignoto”. San Paolo riconosce in questo la nostalgia che tutti i figli di Dio hanno del loro Creatore e li invita, con la franchezza e amorevole durezza che lo caratterizza, alla conversione, perché il dio ignoto è in realtà Gesù Cristo che è risorto. Alcuni lo deridono. Altri rinviano spostando in avanti la decisione. Altri lo seguono. Esattamente come avviene oggi.
26. Credi in una forma di vita dopo la morte terrestre (per es. paradiso, inferno, ecc.)? Si, credo che alla fine del nostro cammino terreno saremo giudicati. Molti di noi siamo battezzati in Cristo, quindi non possiamo accampare scuse. Gesù ci è stato annunciato, ma non basta. Ci è richiesta la quotidiana conversione del cuore ed un’adesione totale a Lui per andare in Paradiso.
27. Credi negli angeli? Si, anche se li invoco poco.
28. Chi è per te Gesù Cristo? È l’unica Via, l’unica Verità, l’unica Vita. Se guardo alla mia esistenza, a questi primi 45 anni, li divido come i periodi storici in a.C. e d.C.
29. Credi che possano verificarsi dei miracoli? Certamente. Sono ampiamente documentati in 2000 anni di storia della Chiesa. Sono un segno per chi non crede, per chi ha una fede debole. Sono un atto d’amore di Dio, che si manifesta anche in modo visibile.
30. Qual è il senso della tua vita? Come vorresti spenderla nel mondo? Il senso della mia vita è la cura delle persone più prossime, quelle che ho accanto: i figli innanzitutto, il marito (ma questo meriterebbe un discorso a parte), i familiari, gli amici e via via tutti coloro che incontro. Mi piacerebbe fare esperienze di aiuto più totalizzanti ma quattro figli dai 6 ai 14 anni sono già un bell’impegno. Provo a battermi per rimuovere le ingiustizie con le quali mi scontro quotidianamente. Ma è troppo poco quello che riesco a fare.

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