Covid-19: il modello fallimentare svedese, contro la vita!


In questi giorni si osserva con molto interesse l’evoluzione dell’epidemia in Svezia e il modo con la quale sia stata gestita dalla politica. È ormai sotto gli occhi di tutti, dati alla mano, quanto questa gestione sia stata fallimentare e abbia portato alla non necessaria perdita di vite umane, sopratutto tra la popolazione più anziana. 
Secondo quanto riportato dal Financial Times, e ripreso da numerose testate nazionali, la Svezia è ora il paese con il più alto numero di morti pro-capite. 
Sempre il Financial Times ci riporta come questo inutile massacro di innocenti non abbia prodotto alcun beneficio economico: la perdita di PIL per la Svezia sarà infatti in linea con quella dei paesi che hanno utilizzato misure restrittive più stringenti come gli altri paesi scandinavi ed è stimata intorno al 7-10%.
La cosa che, a noi di Steadfast Onlus, lascia particolarmente perplessi, è la politica relativa alla gestione degli ingressi ospedalieri per i più anziani.
Secondo quanto riportato dalla BBC, la metà delle morti registrate sul suolo svedese sta accadendo nelle case di riposo e numerosi operatori sanitari denunciano che la riluttanza istituzionale di ammettere in ospedale gli over 65 positivi al SARS-CoV-2, stia costando un prezzo altissimo in termini di vite: “Ci hanno detto che non dobbiamo mandare nessuno in ospedale, anche se hanno 65 anni con molti anni ancora da vivere. Ci hanno detto di non mandarli” racconta Latifa Löfvenberg, un’infermiera che lavora in numerose case di riposo a Gävle, vicino Stoccolma. La signora Löfvenberg, è stata ora spostata in ospedale, in un centro COVID-19: “non abbiamo anziani in ospedale, la maggior parte dei pazienti sono tutte persone nate tra gli anni ‘70 e ‘90”.



Un’ulteriore conferma di questa incresciosa politica, arriva da questo articolo pubblicato su Euronews Italia dove Juliana Jihem, nipote di Moses Ntanda, 72 anni, racconta come allo zio siano state negate cure ospedaliere, nonostante ne avesse bisogno. Moses è morto da solo, nella stanza della casa di riposo in cui si trovava. Ad ucciderlo è stato il Covid-19.
Noi come Steadfast vogliamo ribadire ancora una volta che il diritto alla vita e il diritto alle cure sono diritti fondamentali dell’uomo e nessuna scelta politica, anche se legata all’emergenza, che prenda di mira una specifica categoria di malati, come le ombre del passato ai tempi dell’Aktion T4, potrà mai essere giustificata.
Steadfast Onlus




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