La denuncia: “i mass media nascondono alla pubblica opinione le verità sull’aborto”


 

“Ieri, sabato 23 maggio, si sarebbe dovuta svolgere la X edizione della Marcia per la Vita che per l’emergenza Covid si è tenuta virtualmente dalle 14,30 alle 15,30 sui siti marciaperlavita.it e connessiperlavita.it. Siamo stati riuniti virtualmente a migliaia di persone per gridare comunque la nostra opposizione all’aborto proprio nel 42° anniversario della legge 194 che, il 22 maggio 1978, lo ha introdotto in Italia” hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia.

“L’importanza di mettere al centro  il tema della vita, affrontato sotto gli aspetti giuridico, medico, pastorale e giovanile, rimane centrale e il mondo pro-life italiano ha fatto sentire la propria voce con testimonianze che i mass media nascondono alla pubblica opinione, preferendo sottolineare le battaglie femministe, invece che raccontare la storia di bambini rifiutati, abortiti e trattati come rifiuti ospedalieri” hanno proseguito. Non è stupefacente che mentre l’omicidio colposo è un crimine giustamente punibile dalla legge, sia tuttavia permesso uccidere il più piccolo e il più debole di tutti gli esseri umani, il bambino nel grembo della madre?”. 

Le leggi che limitano l’aborto – aggiungono e concludono Brandi e Coghe – sarebbero addirittura una forma di tortura secondo il vice alto commissario per i diritti umani Kate Gilmore. E il crimine dell’aborto neanche rientra tra le violazioni dei diritti umani. Al contrario progresso sarebbe riconoscere il valore del concepito, uno di noi, espresso mediante la gravidanza e la maternità. Per questo noi ci batteremo sempre, alzando la voce e non smettendo di chiedere giustizia, nel nome di tutti questi milioni di bambini che non possono parlare, bambini cancellati dalla storia umana. Ieri siamo stati insieme a Virginia Coda Nunziante, presidente della Marcia per la Vita italiana, ad accendere i riflettori sul vergognoso disconoscimento della dignità umana di questi nascituri”.


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