Padre Tagliareni: “Gesù non disse di lasciare ognuno nella sua religione”


L’Ascensione al cielo è la festa della gloria di Gesù, asceso alla destra del Padre e costituito Signore del cielo e della terra; ma è anche la festa della nostra speranza: quella di poter entrare anche noi in cielo e partecipare della gloria di Dio. Avvenne quaranta giorni dopo la Pasqua di risurrezione e dopo essere Egli apparso ai discepoli molte volte, per confermarli nella fede e nella dottrina dei Sacramenti per la santificazione dei credenti, senza la quale nessuno mai vedrà Dio. Il Regno di Dio verrà con potenza, ma nell’ora e nel giorno che il Padre ha riservato alla sua scelta. La nostra speranza è basata sulla promessa e sulla potenza di Dio, che avendo risuscitato Gesù dai morti è in grado di far risuscitare anche noi tutti, che costituiamo il Corpo di Cristo cioè la Chiesa, “la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose“.

“Andate in tutto il mondo e fate discepoli tutti i popoli”. Gesù non disse: dialogate, ammucchiatevi con gli altri, lasciate ognuno nella sua religione… Né disse: Fate una fratellanza universale senza di Me. No. Ma “fate discepoli, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato“. E promise la sua presenza: “Io sono con voi tutti giorni”. Ma tanti, fedeli o Pastori, credono ancora che abbiamo Gesù alla destra del Padre?


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