“Lo Spirito Santo non è una forza, né un principio, né una energia di bene, ma Dio”


Profanato come energia esistenziale di benessere e apostatato come spirito del mondo. Lo Spirito Santo, che procede dal Padre Filioque, è la Terza Persona della Trinità. Né una forza, né un principio.

Nietzsche ha offerto una nota ricostruzione ermeneutica circa il conflitto tra spirito apollineo e spirito dionisiaco, riconoscendo al secondo la superiorità originaria: sacro caos, indeterminazione vitalistica, rispetto a cui lo spirito apollineo è lo spirito di ordine e armonia.

Paradossalmente un certo Cristianesimo contemporaneo ha ricondotto  lo Spirito Santo e il diavolo a queste due forze contrapposte. E in fondo complementari. Sfumature di fragilità umana, tendenze  di bene e di male, potenzialità non attuate dalle scelte concrete degli uomini. Persino, per certi teologi, potenzialità non attuate dalle scelte di Dio stesso. “Dio” sarebbe il risultato positivo di una indeterminata volontà che ha rinunciato al male.

La nietzschiana “volontà di potenza” era protesa – nell’Oltre-Uomo – al di là del bene e del male. I “nostri” teologi ancora lasciano prevalere in Dio e nell‘uomo la volontà di bene e ordine. Ma confermano che il principio stesso di Dio sia Indeterminata Volontà, il diavolo una variabile negativa, lo spirito una energia di bene.

Eppure lo Spirito Santo non è mai indicato nelle Scritture come una energia. Neppure un semplice simbolo/metafora della volontà di Dio. Lo Spirito Santo non è una semplice illuminazione divina, un retto pensiero secondo le intenzioni di Dio, una adesione alla Sua volontà. Lo Spirito Santo è Dio.

 

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