Mons. Tommaso Caputo, delegato di Pompei: “durante il lock down una bambina ha portato la luce”


 

IL SANTO ROSARIO È L’ESSENZA STESSA DI POMPEI

Di Angelica La Rosa

“Il Santo Rosario è l’essenza stessa di Pompei. Il Santuario è stato fondato da un uomo laico, un avvocato, il Beato Bartolo Longo, che riscoprì la sua vocazione cristiana attraverso la preghiera del Rosario. Contemplando i Misteri del Rosario Longo capì che questa preghiera mariana era una via a Gesù Salvatore. Egli ricercava la salvezza e capi che questa preghiera gli avrebbe dato la salvezza, perché lo conduceva al Salvatore con gli occhi della Madre”.

Così ha dichiarato a Vatican News l’Arcivescovo Tommaso Caputo, Delegato Pontificio del Santuario della Madonna di Pompei.

“In questi giorni il santuario di Pompei è di nuovo pieno di pellegrini. Questo significa che in questo posto, sotto gli occhi della Madre, si sentono confortati, possono confidare in Lei e chiedere la sua intercessione. E Maria senz’altro è il modello per tutti: è stata la prima dei seguaci di Gesù, la prima tra i cristiani, e Lei, che ha vissuto tutte le esperienze della vita e in modo particolare Lei sempre stata sempre presente, dal momento della Annunciazione fino alla Croce, sempre lì fedele. Maria ci aiuta a dare un senso anche a questo, ma anzitutto ci riscopriamo fratelli e abbiamo riscoperto la preghiera del Rosario in questo periodo. E’ straordinario, perché è la Madre che ci attira, ma, come sempre, Lei poi ci dice, come alle Nozze di Cana: ‘Fate quello che Lui vi dirà'”, ha spiegato monsignor Caputo.

“Il Santuario di Pompei ha una peculiarità: è un doppio Santuario. E’ il Santuario della fede, che accoglie due milioni di pellegrini all’anno. E questo santuario era aperto, ma con pochi fedeli che potevano venire a causa del coronavirus. Ma adesso abbiamo ritrovato la gioia di accoglierli, di ritrovarci attorno all’altare per riconoscerci famiglia di Dio in modo particolare nell’Eucaristia. Ma poi c’è anche il Santuario della Carità, fondato dal Beato Bartolo Longo con le opere sociali. Quel santuario non si è mai fermato, in modo particolare i centri dove vengono accolti neonati, bambini, adolescenti, mamme in difficoltà, in modo stabile. Pensi che l’8 marzo, inizio del lock down, è arrivata una bambina tre giorni in una delle nostre case famiglie. Erano momenti di buio, ma in quella bambina abbiamo già visto la luce e tra pochi giorni compirà tre mesi. Cresce serena contenta e la crescita di questa bambina ci fa intravedere la vita che germoglia di nuovo e che è un segno di speranza e anche di fede per tutti”, ha concluso Caputo.

 


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