Padre Tagliareni: “certi vescovi e sacerdoti arrivano ad insegnare cose perverse”


A somiglianza di ciò che fece Gesù nell’Ultima Cena, Paolo dà l’addio agli anziani che aveva convocato ad Efeso, prima di partire per Gerusalemme, dove sarà imprigionato.

Come un padre per i suoi figli, fa loro le sue ultime raccomandazioni, perché il gregge loro affidato da Dio non venga assalito dai lupi. Profetizza che questi ci saranno e perciò essi devono vigilare; persino tra di loro sorgeranno cattivi pastori e lupi rapaci.

I vescovi o sorveglianti, devono essere ben formati nella dottrina, interessati solo del bene spirituale delle pecore, mantenersi col proprio lavoro come fece lui e sovvenire i poveri.

Sacra dottrina, vigilanza, distacco dai beni terreni, interesse spirituale, carità verso tutti, unità, amore per le anime acquistate col Sangue di Cristo: ecco il corredo di un vero pastore.

Purtroppo, i Pastori di oggi (vescovi e sacerdoti) conducono spesso un modo di vivere perfettamente integrato col mondo e arrivano ad insegnare “cose perverse”.

La preghiera sacerdotale di Gesù, ultimo atto del suo addio agli apostoli, ci dà la sicurezza che il Padre prende coloro che il Figlio gli presenta, li custodisce dal Maligno, li consacra nella verità, “perché siano una sola cosa“, forti in un mondo che li odia, come odia il Figlio unigenito.

Egli li manda a prolungare il suo apostolato, con la luce della sua parola e della sua gioia, nella potenza dello Spirito Santo.







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