Esclusivo. Sen. Scilipoti: “bisogna fare attenzione alla rabbia di chi non ha più nulla da perdere”


Ultimamente, abbiamo assistito ad uno strano e per alcuni versi buffo “balletto” con dichiarazioni di medici e anche autorevoli sulla carica residua del virus.



C’è chi afferma che abbia perduto la sua forza e non esiste più al momento una epidemia in atto. Al contrario, vi sono altri esponenti del mondo medico che sposano la tesi radicalmente opposta. Naturalmente non mi sento di sposare a cuore leggero alcuna di queste due correnti.

Una cosa è sicura: regna grande la confusione sotto il Cielo, e sembra una novella Torre di Babele. Questo diverso parlare, senza un punto fisso, un centro di gravità permanente, non riguarda solo la medicina, ma sconfina in altri ambiti del vivere.



Prendiamo la morale. Ciascuno si costruisce la sua, bene e male sono complementi di arredo. Nel nome di una strana concezione di libertà, meglio arbitrio, si ritiene che sia lecito fare tutto e i delitti diventano delitti.

Un altro campo: la famiglia. E’ di moda parlare persino di famiglie quando quella naturale (lasciando da parte ogni riferimento religioso) è solo quella composta da uomo e donna con finalità riproduttiva ed oblativa. Certamente tale caos non risparmia campi ugualmente delicati come la politica (nella quale maggioranza ed opposizione stentano sempre più a decollare con reali e sensate proposte per il bene comune), e non da ultima l’economia, vero banco di prova.



Prima o dopo, infatti, il virus ci abbandonerà, ma quello che sembra più insidioso è il contagio della povertà e della fame. La politica ne tenga conto e non si limiti a bollare con sufficienza certe manifestazioni di piazza, qualche volta pittoresche, però dettate da reale disperazione.

Lo ripeto: bisogna fare attenzione alla rabbia di chi non ha più nulla da perdere. Una classe politica saggia aiuta chi è nel bisogno, specialmente famiglie, piccole e medie imprese, partite Iva, disoccupati. Però lo deve fare in uno spirito serio di lunga progettualità, con senso di responsabilità, evitando inutili versamenti a pioggia, sposando una giusta progettualità, insomma con una visione strutturale del domani.

Bisogna coniugare attenzione per i conti da una parte ed aiuto a chi è nell’indigenza. Però con un occhio vigile alle casse dello Stato, facendo in modo che il debito pubblico non cada irresponsabilmente sulle spalle delle generazioni future.

Un altro esempio di confusione e di mancanza di verità è lo spettacolo a dir poco inguardabile che settori della Magistratura (non tutta) ci stanno offrendo.

Davanti a questa mancanza del concetto di Verità, come non tornare alle parole dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, poi Benedetto XVI, nella liturgia “Pro Eligendo Romano Pontifice” del 18 Aprile. Allora egli disse: “Quante correnti ideologiche, quante mode di pensiero. La piccola barca del pensiero è non di rado agitata da queste onde, dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo, dal collettivismo, all’ individualismo radicale”.



Di che cosa la colpa? Del “Relativismo, il lasciarsi portare da un qualsiasi vento di dottrina, si va costituendo una dittatura del relativismo”.

Che attualità, che visione profetica. Oggi non sentiamo parlare per caso di dittatura della scienza, della moda, della politica, della Magistratura, delle opinioni? Perché manca una Verità, che il credente cristiano trova nella Rivelazione, chi sposa altra fede nella propria.

Insomma: oggi più che mai è urgente evitare la seduzione della falsità, della menzogna e della irresponsabilità, per tornare alla Verità sconfiggendo e rifiutando la dittatura del relativismo.



Sen. Domenico Scilipoti Isgrò (Forza Italia)

Presidente di Unione Cristiana


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