Padre Tagliareni: “Il mistero trinitario di Dio è grande. Egli crea eppure entra nella storia”


 

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

Chi lo rifiuta, pecca contro lo Spirito Santo, che è il testimone fedele e veritiero. Gesù ci immette nell’abbraccio paterno e lo Spirito ci dona la vita filiale. Fuori di qui non c’è salvezza.

Santissima Trinità. Il mistero di Dio è grande. Egli crea eppure entra nella storia.

Abramo accolse i tre personaggi divini sotto forma angelica, che gli si fecero ospiti; Mosè, prima sentì il suo nome: “Io sono” e poi sul monte ebbe la proclamazione del triplice nome: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso”; il profeta Isaia sentì i serafini inneggiare a Dio tre volte “Santo” nella liturgia celeste, che echeggiava sul tempio di Gerusalemme.

Spesso nell’Antico Testamento si parla dello Spirito di Dio che dà la vita e della Sapienza che esce dalla bocca dell’Altissimo. Ma è Gesù che dà la chiave del mistero, rivelandosi il Figlio, mandato dal Padre a dare la salvezza ai credenti e parlando dello Spirito Consolatore come di una terza persona, che procede dai primi due e che sarà data a Pentecoste.

Il Battesimo viene amministrato nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, che in modo mirabile esplicita quell’”Io sono” rivelato a Mosè.


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