“Chi fa la Comunione eucaristica si divinizza o mangia e beve la propria condanna”

 

Il dono più grande di Dio è l’Eucaristia. Essa è Dio Figlio fatto cibo e bevanda di salvezza per dare vita divina agli eletti.

Tutto l’Antico Testamento ne è preparazione. Uscito dall’Egitto, il popolo di Dio fu condotto da Mosè nel deserto per quarant’anni. Fu un cammino lungo e difficile tra entusiasmi e contestazioni, stanchezze e delusioni, teofanie e tentazioni. Tutto in un “luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua”.

Furono messi a dura prova: solo i loro figli entrarono nella Terra promessa. Gli alimenti per crescere nella fede e vincere la tentazione di tornare schiavi in Egitto, furono due: la Parola di Dio, spiegata passo passo da Mosè e la manna, che trovavano ogni mattina attorno all’accampamento.

Era un cibo speciale piovuto dal cielo, che dava loro energia per vivere e continuare il cammino. Gesù, a Cafarnao richiama ai Giudei questo dono e dice che Dio darà ai suoi un’altra manna, ben superiore, cibo e bevanda di vita eterna: la sua carne e il suo sangue.

L’Eucaristia è il Corpo e Sangue del Signore, offerta a Dio in sacrificio di lode e dato a noi come cibo e bevanda di salvezza. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno… rimane in me e io in lui… colui che mangia me vivrà per me“.

Chi fa la S. Comunione si divinizza o mangia e beve la propria condanna.

PADRE GIUSEPPE TAGLIARENI

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