“Quando i peccati si moltiplicano sulla terra arrivano i castighi di Dio”


La penitenza sospende i fulmini della divina giustizia e fa aprire le cateratte della divina misericordia. Dio non ama castigare, anche perché solo Gesù, l’uomo-Dio è in grado di riparare. Tuttavia, quando i peccati si moltiplicano sulla terra, arrivano i castighi.

Se malvagi sono i governanti, essi travolgono nella colpa i loro sudditi, che li guardano e li imitano. Così fu per Acab e Gezabele al tempo di Elia. Il profeta rimproverò il re e predisse la sventura della sua famiglia; Acab si pentiti del male fatto e fece penitenza; non così Gezabele e i figli, che furono divorati dai cani o uccisi di spada.

Spesso le colpe dei padri cadono sui figli: sia per la convivenza e complicità sia per le inevitabili conseguenze che travolgono tutta la famiglia nel bene e nel male. Raramente i figli sanno prendere le distanze dai cattivi genitori e diventare santi. Per lo più, come dice il proverbio, “talis pater, talis filius!”.

Quali grandi responsabilità nei genitori!

Dio ci vuole simili a Lui e perfetti nel pensare e nell’agire.

La massima perfezione è l’amore, che dev’essere per tutti: buoni e cattivi, amici e nemici. Dio infatti, ama tutti: perché Egli è buono.

Odiare il nemico e salutare solo quelli che ci salutano, non è agire divino. Dio è Amore; i figli di Dio devono diffondere amore, soprattutto su quelli che non sanno amare.

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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