Il montato tam-tam mediatico per chi ha dichiarato: «l’euro è irreversibile»!


Royal yacht Britannia

 

Il 13 giugno hanno preso il via, come ben sanno tutti gli Italiani bombardati da una compulsiva cronaca mediatica, gli “Stati generali dell’Economia”. Presieduti a Roma, nella sontuosa cornice di Villa Pamphili, dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sono clamorosamente ancora in corso, benché rigorosamente a porte chiuse, in quanto programmati per una durata spropositata: 10 giorni! In pratica più del Congresso di Vienna e della Conferenza di Yalta…

Moltissimi sono stati gli invitati alla kermesse ma, più d’uno, ha notato l’assenza dell’ex governatore (per nove anni!) della Banca Centrale Europea (BCE) Mario Draghi. Non si è ben capito se il premier non l’abbia proprio invitato per evitare che gli avesse potuto fare ombra oppure l’interessato abbia declinato ma, è un fatto, che da tempo si punta sul 72enne economista romano per traghettare il Paese fuori della crisi.

Diamo allora un’occhiata al curriculum, brillante ma per molti versi inquietante, di questo manager dalle indubbie capacità. Mario Draghi è cresciuto professionalmente in àmbito anglosassone, ricoprendo per un lungo periodo – dal 1984 al 1990 – la carica di Direttore esecutivo della World Bank, la Banca Mondiale, con sede a Washington, negli Stati Uniti. Nonostante gli inizi più che promettenti di una luminosa carriera a stretto contatto con la Borsa di Wall Street,«nel 1990 lasciava l’America e rientrava in Italia, dove però – provvidenzialmente – l’anno seguente era chiamato a ricoprire la carica di Direttore Generale del Ministero del Tesoro. […] Guido Carli [al tempo Ministro del Tesoro] darà anche il via libera a Draghi per partecipare al medesimo incontro [quello della crociera del Britannia], stando almeno a quanto lo stesso Draghi dichiarerà in una successiva audizione alla Commissione Bilancio della Camera dei deputati. […] Il nostro manteneva la poltrona di Direttore Generale del Tesoro fino al 2001, attraversando indenne 10 anni di intemperie politiche e 10 diversi governi, di destra e di sinistra. Dall’anno successivo alla crociera del Britannia – e anche qui fino al 2001 – andava ad occupare un’altra ambita ed assai strategica poltrona, quella di Presidente del Comitato Privatizzazioni. […] Nel 2001 lasciava la Direzione del Tesoro e il Comitato Privatizzazioni e, nel 2002, approdava leggiadramente in Goldman & Sachs. Non da semplice manager, ma addirittura da Vicepresidente con competenza sull’area europea, oltre che da membro del suo Management Committee Worldwide. Scelta forse poco elegante, considerato che la G&S era stata fra i protagonisti delle dismissioni del patrimonio pubblico italiano» (Michele Rallo, La crociera del “Britannia”. I retroscena delle privatizzazioni italiane, Centro Studi Dino Grammatico, Trapani 2016).

Oltre al coinvolgimento nella discussa operazione “privatizzazione” italiana degli anni Novanta, il tam-tam politico e mediatico per Mario Draghi futuro premier, non dimentichiamolo, riguarda un protagonista della politica Ue che, fra l’altro, non molti anni fa ha dichiarato: «l’euro è irreversibile»…

 

GIUSEPPE BRIENZA


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