Legge sull’omotransfobia. Avvenire faccia capire da che parte sta!


Leggo Avvenire e resto perplessa…

La nota della CEI (qui il link) usa il termine omofobia, quindi suppongo riconosca e accetti quel significato che vorrebbe veicolare, che con prepotenza è entrato nei dizionari online (gli altri non so), coniato in modo improprio per delle ragioni proprie della battaglia Lgbt. Ma almeno afferma che sarebbe una legge inutile in quanto già il nostro ordinamento tutela anche loro.

Poi sempre su Avvenire si dà voce ad Alessandro Zan che illustra la bontà della legge.

Il titolo proclama “Diritto e libertà. Omofobia rispettiamo le idee”. Non sono più perplessa adesso! È incredibile…

Si può dare spazio a chi distorce la realtà? Sul quotidiano che si  definisce cattolico?

Si propone una legge dove non ci sarà più diritto e libertà per chi “esprime” un pensiero diverso, quindi sarà perseguito per Legge chi manifesterà “idee” diverse dalle loro.

Cioè l’insegnante di Religione che in classe cita passi biblici o il catechismo della Chiesa cattolica, o i Padri della Chiesa. Il catechista. Il sacerdote. Il diacono, qualsiasi cristiano.

E quindi date libera parola a chi la libera parola altrui vuole sopprimere con menzogne e prepotenza?

Fate pace tra voi, all’interno del vostro giornale, e poi fateci capire da che parte state.

ANGELA DONATO


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