Aborto, Giorgio Celsi: “attivare un referendum che cancelli leggi inique contro Dio e l’uomo”


“Noi vogliamo dire a chi entra in ospedale che l’aborto è un omicidio. Non stiamo parlando di un grumo di cellule ma di una vita in piena regola. La nostra è un’opera che ha una funzione di testimonianza, che vuole creare terreno fertile anche per attivare un referendum che cancelli leggi inique contro Dio e contro l’uomo. La nostra presenza a tanti dà fastidio, perché la pratica dell’interruzione di gravidanza per l’ospedale è un business. Ma dobbiamo ricordarci che si uccide una vita che nasce e si uccide il futuro di una nazione”.



Così ha dichiarato a Merate online Giorgio Celsi, noto pro life italiano spiegando l’attività portata avanti da Ora et labora – In difesa della vita.

Una volta al mese i militanti di questa associazione raggiungono l’ospedale Mandic di Merate e qui, muniti di tutte le autorizzazioni, si posizionano davanti all’ingresso e danno il via alla loro opera di informazione e sensibilizzazione della popolazione.

Guidati dal presidente Giorgio Celsi, che di professione è infermiere, raccontano alla popolazione il dono preziosissimo e insostituibile della vita fin dal suo nascere nel grembo materno, senza limiti di tempo e di “forma”, quindi senza che siano le settimane a “darne dignità e valore” e meno ancora “diritto alla vita”.

“Ora et labora” oltre ad essere pro-life è anche pro-family. Infatti l’associazione si sta dando da fare per contrastare il disegno di legge Zan-Scalfarotto sull’omofobia. “Se passerà questa norma sarà leso il diritto di opinione perché non si potrà più dire che la famiglia è fatta da un uomo e da una donna, altrimenti si sarà tacciati di omofobia”, ha spiegato Celsi. “Non si potranno più leggere passi della Bibbia come quello riguardante i sodomiti. Per dare diritti in più a una lobby se ne tolgono alla maggioranza”.





 


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