On. Sisto: “Il Governo Conte si autodistruggerà come l’audiocassetta di Mission Impossibile”


«Il centrodestra unito può vincere anche dove la sinistra pensava di avere il risultato già in tasca. Questo è il messaggio che Berlusconi ha lanciato fin dall’inizio e che poi si è tradotto in realtà. Il quadro delle candidature che si è delineato è più che soddisfacente: penso alla scelta di Fitto per contrastare Emiliano o all’ottimo nome di Caldoro, così come a tutti i nostri candidati. Con Lega e FdI daremo battaglia». Così a Radio Padania Libera (RPL) il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto che poisul governo ha proseguito: «Si autodistruggerà come l’audiocassetta di “Mission Impossibile”: le frizioni costanti, e non solo ideologiche, tra 5 Stelle e Pd portano solo a boutade buttate lì, usando la fionda parlamentare per lanciare il sasso più lontano possibile, ma senza sapere dove. L’esecutivo vive su spot, tutti ovviamente cambiabili nell’arco di qualche nanosecondo».

Affermazioni di buon senso quelle del deputato forzista, che intervengono in un contesto di disinformazione veicolato dai grandi media asserviti al Governo che, come Ipsos, hanno parlato negli scorsi giorni sul Corriere della sera di un consenso degli italiani all’esecutivo del 57%, un punto in più rispetto alla settimana precedente. Il distacco tra il gradimento di Conte e gli altri leader sarebbe «abissale» secondo l’Istituto di sondaggi diretto da Nando Pagnoncelli.

L’informazione alternativa, per fortuna, che è composta da piccole ma sempre più diffuse voci underground come RPL, permettono comunque di riscontrare quella che è su molti temi all’attenzione il sentimento e l’opinione effettivamente condivisi dal popolo. Come affermato in effetti dal conduttore di “Potere al Popolo” (format informativo in onda ogni giorno sull’emittente della Lega) Sammy Varin, la battaglia per la sopravvivenza delle radio libere, “in ascolto” del popolo, in grado di dare«informazione vera, di strada, con interviste vere» rimane un tema politico-culturale di grande importanza. E invece, continua il giornalista lombardo, «non esistono più editori coraggiosi, oggi le radio trasmettono tutte le stesse canzoni e dicono le stesse cose. Meglio se politicamente riconducibili a sinistra.Io arrivo dalla radio commerciale, dalle prime radio LIBERE nate dopo il 1975. Ai tempi si faceva informazione vera, di strada, con interviste vere, non si cercava di far sentire in colpa la gente perché la pensava in modo diverso dal Governo. Oggi ci sono emittenti splendide come Radio Capital che trasmettono grande musica e sono strutturate alla perfezione. Peccato però che dopo tre giorni diventi un elettore del PD perché gli stessi speaker ti fanno il lavaggio del cervello» [Giuseppe Brienza, Sammy Varin, la radio (e la politica) nel cuore, in “Il Populista”, 14 maggio 2020].

GIUSEPPE BRIENZA

 


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