Se si toglie il culto a Dio volete che non regni Satana?


Le cose che più rovinano un popolo sono le perversioni religiose e l’immortalità dei costumi.

Trono e altare sono fortemente collegati nel bene e nel male; ugualmente sono collegati matrimonio, famiglia e società.

Il re di Giuda, Giosia (648-609 a. C.) aveva fatto una forte riforma religiosa, ma essa non fu sufficiente per cambiare il corso della storia. Nabucodonosor re di Babilonia assediò Gerusalemme e ne deportò il re Ioiachìn con la sua famiglia, i nobili, gli uomini validi, i fabbri, i falegnami. Asportò tutti i tesori del tempio e della regia. In città rimasero in pochi: poveri e schiavi del re di Babilonia.

Così succederà anche oggi nei Paesi ex-cristiani, dove pullula l’idolatria di tutti gli idoli antichi (sesso, denaro, potere) e nuovi (pallone, macchine, concerti). Si aggiunga il culto ai demoni (magia, esoterismo, sedute spiritiche, sette massoniche e sataniche, culto a Baphomèt e sacrifici umani, etc.). Se si toglie il culto a Dio, a cominciare dalla domenica, volete che non regni Satana?

Per entrare in cielo vi è un’unica condizione: fare la volontà del Padre, come Gesù ci insegna coi fatti e con le parole.

Non basta fare preghiere e profezie, esorcismi e cose prodigiose. Fa una casa sulla sabbia chi non costruisce sulla roccia della Parola di Dio: crollerà miseramente e la sua rovina sarà grande.

Padre Giuseppe Tagliareni


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