Massimo Gandolfini: “ottimo il monito del Vaticano contro la cultura gender”


 

“Siamo grati al Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione che ha messo a punto, con l’approvazione del Papa, il nuovo Direttorio per la catechesi. Il documento ribadisce chiaramente in materia di bioetica che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è moralmente ammissibile e lancia un monito circa la cultura gender che intende cancellare il dato dell’identità sessuata maschile e femminile, per sostituirlo con quella che lo stesso documento pontificio definisce ‘una costruzione sociale che si decide autonomamente, svincolata totalmente dal sesso biologico’.

‘L’uomo nega la propria natura e decide che è lui stesso a crearsela’, si legge ancora nel testo, che non intende giudicare le scelte e gli orientamenti personali ma semplicemente riaffermare la realtà del dato naturale”, così il leader del Family Day Massimo Gandolfini, commenta il nuovo Direttorio per la catechesi, presentato oggi da monsignor Fisichella.

“Anche alla luce del nuovo Direttorio appare dunque evidente lo spirito liberticida del ddl Zan che, modificando l’articolo 604-bis del Codice Penale, aggiunge l’esplicita dicitura ‘identità di genere’. Sarà dunque punita penalmente la libera espressione del pensiero di coloro che non aderiscono ai nuovi dettami del pensiero unico, che propone oltre 50 identità di genere. I timori e le perplessità, già espresse dai vescovi, tornano quindi più urgenti di prima: si potrà più dire che nasciamo maschi e femmine? Che i bambini hanno diritto a un padre e una madre e a non essere oggetto di mercimonio? Che non si può relativizzare l’identità sessuata delle persone relegandola alla mera percezione di sé? Domani gruppi sociali, politici e religiosi potrebbero vedersi negata l’agibilità nella società ed essere perseguiti da una legge bavaglio inutile e dannosa. Per questo motivo invitiamo tutte le persone di buon senso, a prescindere dalle loro sensibilità politiche e religiose, a partecipare alla manifestazione dell’11 luglio #restiamoliberi”, conclude Gandolfini.

 


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