“In Italia pullulano idoli, maghi e cartomanti. Si dà culto all’uomo e non a Dio”


Nella prima lettura di oggi Gerusalemme, devastata dai nemici, piange la sua amara condizione: niente sicurezza, sparito il benessere; non canti di festa, ma lutto e cenere; vergini prive di nozze; spose senza figli; figli senza pane e latte; capi senza governo.

Il tempio è stato bruciato e il culto è sparito.

Dov’è Dio? I suoi profeti avevano riempito di false promesse la città, invece di gridarle i suoi peccati per la conversione.

Così è l’Italia oggi: pullulano gli idoli, i maghi e i negromanti; si dà culto all’uomo e non a Dio; si rompe il matrimonio; si uccidono i bambini già nel seno materno; si adorano le bestie e i demoni; si disertano le chiese. E i moltissimi falsi profeti promettono misericordia per tutti, accoglienza ai diversi, cittadinanza agli stranieri, persecuzione dei pochi giusti, bavaglio per chi osa dire la verità, esaltazione orgogliosa di chi calpesta tutte le leggi di Dio, giustificazione dei perversi. Tra poco non ci sarà più sicurezza, né pane, né vino né olio. E diranno: Come mai?

Nel Vangelo di oggi l’umile fede del centurione di Cafarnao ottenne il miracolo richiesto: la guarigione del servo malato. Ci si salva per la fede e non per la semplice appartenenza al popolo eletto.

Molti verranno da oriente e da occidente ed entreranno al banchetto del cielo, mentre tanti eletti saranno caccia ti fuori e avranno in sorte pianto e rabbia, perché privi di fede e di amore.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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