Quell’ordine degli Imam: “cacciate i cristiani dalla zona musulmana”


Alla fine della  preghiera serale in una moschea nella zona est di Al-Jerif, sulla sponda orientale del fiume Nilo Blu, gli imam hanno chiesto agli abitanti di cacciare i cristiani provenienti dal Sudan del Sud dalla “zona musulmana”.



Una fonte che ha richiesto l’anonimato ha raccontato tutto al Morning Star News.   Gli attacchi ai cristiani della zona sono sono arrivati a partire  dalla sera stessa.

Così in un attacco Omdurman a ovest di Khartum, gruppi di giovani musulmani gridando lo slogan jihadista Allahu Akbar hanno pugnalato a morte un cristiano per strada e ne hanno ferito altri  quattro.

Uno dei feriti versa in condizioni gravissime mentre il martirizzato si chiamava Mariel Bang aveva 35 anni e lascia la moglie e quattro figli di età compresa tra 1 e 4 anni. In seguito sono state attaccate e ferite altre 3 donne.

“Bruceremo questo posto”, ha detto uno degli assalitori. Intanto a Khartoum venivano attaccati altri cristiani, uno dei quali è in condizioni critiche dopo aver riportato ferite alla testa.



I musulmani che considerano l’area territorio Islamico e non accettano i rifugiati sud sudanesi vogliono cacciarli con la forza. E sono i leader delle moschee ad incitare la folla chiamando alla guerra santa contro i sud sudanesi indicandoli come infedeli, criminali e produttori di alcolici.

Il giorno successivo un altro gruppo di giovani musulmani ha dato fuoco a 16 tende di un campo dove vivevano i rifugiati nell’area di Al-Jerif East costringendo decine di poveri cristi ad una nuova fuga. Nell’attacco sono rimasti feriti 10 cattolici sudanesi tra cui donne, giovani e vecchi.

Una donna cattolica rimasta ferita, di nome Achoul Deng, ha affermato che gli uomini musulmani hanno molestano sessualmente tutte le donne cristiane della zona.  “Questo problema ci disturba e non è accettabile  ma cosa possiamo fare, mio Dio?”.



In seguito gli attaccanti  si sono autoproclamati come i Comitati di resistenza di Al-Jerif East (Hai-Gerief Shriq) attraverso i social media hanno rivendicato gli attacchi e i roghi  ai campi dei rifugiati sud sudanesi.  Nella loro dichiarazione di Facebook, criticano la polizia per non aver arrestato i cristiani per il crimine di essere cristiani.

Niente inchini per questi neri figli di un Dio minore, il razzismo deve essere declinato a senso unico ma ce accorgeremo presto, quando tutti vedranno e sarà tardi per tutto.

Lorenzo Capellini Mion

 


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