Saverio Gaeta: “Wojtyla possedeva un suo modo diretto di dialogare col soprannaturale”

San Giovanni Paolo II era un mistico e sapeva guardare la terra e le cose di qui con lo sguardo sapientemente elevato al cielo”.



A dirlo è il noto giornalista e scrittore cattolico Saverio Gaeta.

“Parlava con la Madonna e non ho difficoltà a dirlo. Possedeva una suo modo diretto di dialogare col soprannaturale. Ma mi colpiva un altro suo aspetto, la capacità di associare Verità e bellezza, di vivere la vita come inno alla bellezza. Eppure non ha avuto una esistenza facile, specie in gioventù, quando, all’età nella quale tutti noi coltiviamo gli affetti più cari, lui li aveva perduti traumaticamente. E si guadagnava da vivere con mestieri duri ed usuranti. Per questo, a mio avviso, ha saputo comprendere ancora meglio la non semplice condizione dell’uomo. Ha percorso un cammino spirituale sul campo”.



Per Saverio Gaeta Giovanni Paolo II ci ha insegnato che la fede è bella e val la pena di viverla in una dimensione profonda e gioiosa. Ha compreso l’esigenza della dimensione comunitaria che è importante in un tempo, lo vediamo oggi, nel quale esiste la tendenza a viverla in modo individuale. Taluni lo hanno criticato per i grandi raduni e le Giornate Mondiali della Gioventù, ma questi eventi hanno rilanciato la bellezza dell’essere credenti senza vergogna di appalesarsi tali. Non bisogna dimenticare quel suo ‘Non abbiate paura, aprite… anzi spalancate le porte a Cristo'”.

Bruno Volpe




 

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