Shemà. Le due colonne che hanno reso grande la Chiesa


Informazione Cattolica ospita la rubrica Shemà (che in ebraico vuol dire “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno a cura della teologa Giuliva Di Berardino*. Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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Oggi la Chiesa celebra la Solennità dei santi Pietro e Paolo. Si tratta di una festa propria della tradizione cattolica, ma che non coincide con la nascita al cielo dei due santi, che comunque sono morti nella stessa città di Roma, nello stesso anno, ma non nello stesso giorno. Il motivo di questa celebrazione comune sta nel riconoscimento che la Chiesa offre fin dall’antichità ai due apostoli morti a Roma e quì venerati come “le due colonne” che hanno reso grande la comunità di Roma. Pietro e Paolo in realtà erano due discepoli molto diversi tra loro: diversa la formazione culturale, diversa la provenienza sociale, diversa perfino l’esperienza di Gesù che i due hanno avuto! Ci è nota l’accesa discussione che ci è stata tramandata sulla questione dei pagani divenuti cristiani e più lo scambio di vedute differenti di Pietro e Paolo, eppure i cristiani li ricordano insieme. Pietro, pescatore illetterato, viene investito, come si intuisce dal brano di questo testo del vangelo, del ruolo di unità tra gli altri discepoli, unità fondata sulla fede, il testo conferma: “a te darò le chiavi”, quindi la gestione sulle verità di fede. A questo proposito è molto interessante quello che scrive S. Agostino su Pietro: Pietro ricevette l’incarico di impersonare quasi in tutti i luoghi l’intera Chiesa. Ed è stato in forza di questa personificazione di tutta la Chiesa che ha meritato di sentirsi dire da Cristo: «A te darò le chiavi del regno dei cieli» (Mt 16, 19). Ma queste chiavi le ha ricevute non un uomo solo, ma l’intera Chiesa. Da questo fatto deriva la grandezza di Pietro, perché egli è la personificazione dell’universalità e dell’unità della Chiesa. «A te darò» quello che è stato affidato a tutti. E` ciò che intende dire Cristo. E perché sappiate che è stata la Chiesa a ricevere le chiavi del regno dei cieli, ponete attenzione a quello che il Signore dice in un’altra circostanza: «Ricevete lo Spirito Santo» e subito aggiunge: «A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23). Giustamente anche dopo la risurrezione il Signore affidò allo stesso Pietro l’incombenza di pascere il suo gregge. E questo non perché meritò egli solo, tra i discepoli, un tale compito, ma perché quando Cristo si rivolge ad uno vuole esprimere l’unità. Le parole di Agostino ci fanno comprendere meglio la motivazione di questa festa che celebriamo: quando Gesù sceglie uno e gli affida un mandato, un compito, non è che lo affida solo a lui, ma a tutti! Gesù dona a uno quello che dona a tutti, è così! Anche la figura di Paolo ci testimonia questa verità: uomo colto e religioso, nel battesimo ricevette il compito di annunciare il Vangelo, fuori dai confini, oltre la Legge d’Israele, ai lontani, diremmo oggi. Tutta la vita cristiana di Paolo, una vita piena di difficoltà e di prove, è stata espressione della dinamicità dell’annuncio di fede, una fede che si apre al mondo e che si fa sempre più missionaria, coinvolgente! Gesù Risorto ha affidato a Paolo il compito della missione, ma questo compito è il compito di tutti! Ecco perché oggi dovremmo davvero gioire e fare festa, ecco perché oggi non è solo la festa dei patroni della città di Roma o la festa dei due discepoli che hanno avuto maggiori onori tra gli altri apostoli nella storia, no! oggi è anche la nostra festa, perché quello che Gesù ha dato a questi due uomini, l’ha dato a tutti noi. E forse questi due uomini santi che ricordiamo sono così diversi proprio perché in questa diversità possiamo ritrovarci un pò tutti noi. Preghiamo allora insieme con la preghiera di Colletta della Liturgia di questo giorno: “Signore, Dio nostro, che nella predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana, per loro intercessione vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Amen. Buona festa dei santi apostoli Pietro e Paolo! Buona giornata con il Vangelo del giorno!

 

IL VANGELO DEL GIORNO: Mt 16,13-19 lunedì 29 Giugno 2020 SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI – SOLENNITÀ 

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»

 

Cari amici vi comunico la sospensione estiva di questo mio servizio per il Regno di Dio. In estate sono costretta a sospendere perché mi dedico ad altre forme di annuncio del Vangelo, per cui non riuscirei a mantenere questo impegno quotidiano che richiede invece una certa stabilità, di luogo e di tempo. Certamente mi farò vicina, pregherò per voi e ogni tanto pubblicherò, lì dove sarà possibile, qualche riflessione di spiritualità, o qualche mio intervento o qualche predicazione. Conto sulla comunione di preghiera che esiste tra noi e che ci farà sperimentare, in questo tempo, la grazia di quella forza di Dio che ci sostiene ogni giorno. Buona estate nella gioia del Signore!

 

GIULIVA DI BERARDINO

 

 

 

* Giuliva Di Berardino, laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la “Licenza ad docendum” in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Dopo aver vissuto alcuni anni in Francia,insegna danza di lode e di adorazione. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia” (ed. dell’Immacolata), in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. Insegnante Religione Cattolica nella scuola pubblica ed è Pedagogista del movimento e liturgista.


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