Elvira Roca: “distruzione di statue storiche è manifestazione inquietante di barbarie”

Secondo Elvira Roca Barea “le nuove ideologie hanno una componente enorme di intransigenza e fanatismo. La distruzione delle statue è una questione che deve essere globalizzata. Questo è successo più volte nella storia umana e sono manifestazioni molto preoccupanti di barbarie”.

La Roca, che ha lavorato presso il Consiglio superiore per la ricerca scientifica della Spagna ed ha insegnato all’Università di Harvard, negli anni si è concentrata a contrastare la leggenda nera anti-spagnola, ovvero ha cercato di smentire i racconti sfavorevole alla Spagna e al suo passato.

Intervistata da Infocatolica ha riflettuto sulla barbarie della distruzione delle statue e sulle loro cause. “Queste azioni annunciano sempre estremi di intolleranza e di barbarie, che è una forma di infantilismo, nella misura in cui si considera il mondo nato praticamente con questa generazione e con ciò che oggi si considera buono o cattivo, desiderabile o usa e getta. Da lì tutto ciò che non è conforme a quel tipo di catechismo, merita di essere distrutto”, ha dichiarato la Roca.

Per la studiosa quello che sta accadendo è “una forma di rinascita del pensiero magico”, che “ha dato alle immagini qualità carismatiche e quasi mistiche”. Infatti si pensa “che distruggendo le statue si distrugga questo mondo scaduto e corrotto e che da lì nascerà un nuovo uomo. Ora le nuove religioni nascono come nuove ideologie e hanno un’enorme componente di intransigenza e fanatismo e lo vediamo chiaramente”.

Riflettendo sugli attacchi alla storia spagnola e ai suoi personaggi, la studiosa ha sottolineato che hanno distrutto una statua di Cervantes “che è stato schiavo dei musulmani ad Algeri”.



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