“Si scatenerà la tempesta ma quella barca non affonderà mai se c’è Gesù!”

Dio manda sempre i suoi profeti per annunziare, richiamare, correggere il suo popolo.

Amos fu uno di questi: profetò in Israele intorno al 750 a. C., quando la corruzione dei costumi e del culto era molto grande.

Annunziò prossima la punizione divina, che puntualmente avvenne con la distruzione di Samaria nel 721 ad opera della potenza assira, che pose fine al regno d’Israele e ne deportò gli abitanti.

Dio non nasconde nulla ai suoi profeti. Se parla, chi può non profetare?

“Prepàrati all’incontro con il tuo Dio, o Israele!”, dice Amos. Verrà il “Giorno del Signore” e solo un “piccolo resto” si salverà.

Anche oggi è così: la Chiesa si è corrotta e la società altrettanto: gli idoli di vanità pullulano, la fedeltà è sparita, la menzogna e la violenza imperano. Molti profeti parlano: a Fatima, a Ghiaie di Bonate, a Garabandal, a Roma Trefontane, a Kibeho, a Medjugorje, ad Akita (Giappone)…

Il Giorno del Signore è molto vicino. Siamo preparati all’incontro con Dio?

Beata quella barca su cui è salito il Signore! Prima o poi si scatenerà la tempesta, ma quella barca non affonderà mai, se c’è Gesù. Lo si deve solo “svegliare” e manifestargli lo sgomento per la sicura sventura.

A Dio piace manifestarsi Salvatore; ma oggi molti lo lasciano in un cantuccio, mentre il cielo si fa buio, il vento ulula e il mare si fa grosso e mugghia.

 


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