L’arcivescovo di Parigi tuona sulla fecondazione in vitro per tutti


Anche in Francia le priorità politiche non sono quelle tese a contrastare gli effetti della pandemia, ma l’approvazione precipitosa di leggi “bioetiche”, che in nome della “Eguaglianza” aprono alla fecondazione in vitro per tutti.

Ma l’Arcivescovo di Parigi non ci sta e si scaglia contro il mercato dei bambini.

Monsignor Michel Aupetit ha protestato contro la volontà dell’esecutivo di far approvare il disegno di legge sulla bioetica prima della sospensione parlamentare.

Per mons. Michel Aupetit “la scelta di aprire il mercato dei bambini, dissociando l’assistenza medica per la procreazione dalle difficoltà di concepimento, è un grave attacco alla dignità umana”.

Secondo l’arcivescovo di Parigi, “senza vergogna, mentre il nostro Paese ha appena attraversato una crisi sanitaria che l’ha messa in ginocchio, la priorità del governo è far approvare la proposta di bioetica all’Assemblea Nazionale”.

Una legge che “porta in sé notevoli oscillazioni che modificano gravemente e pericolosamente le basi di ciò che la nostra civiltà ha costruito per il rispetto dell’uomo, la sua dignità, la sua vita e la sua salute. Sebbene la maggior parte delle importanti riforme debbano essere rinviate o riviste, oggi non vi sarebbe altra urgenza se non quella di forzare e approvare nel mese di luglio, questa serie di leggi che influisce sulla vera essenza della nostra umanità. Questo in nome di una presunta uguaglianza rivendicata da persone che si trovano in situazioni particolari”.


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