A Madrid se ne fregano della Corte Suprema ed espongono bandiera lgbt


A Madrid se ne fregano di una recente sentenza della Corte Suprema che vieta di mettere bandiere “non ufficiali” all’esterno degli edifici pubblici per preservare la neutralità istituzionale e così Ignacio Aguado, del partito Ciudadanos, vice presidente della Comunità autonoma di Madrid, ha fatto apporre presso la sede della vicepresidenza l’arcobaleno distintivo delle organizzazioni lgbt con lo slogan “L’orgoglio di essere liberi”, il tutto per celebrare l’Lgbt Pride.

Mentre il Consiglio Comunale di Madrid, conformemente alla sentenza, si è astenuto dal mettere qualsiasi bandiera o simbolo del Gay Pride, il vicepresidente si è fatto beffe della sentenza sostenendo che quella da apposta “non è una bandiera, ma una tela con uno slogan” e quindi, secondo lui,  nessuna legge è saltata “.

Non contento della beffa messa in atto, Aguado ha assicurato che gli piacerebbe vedere la bandiera arcobaleno a Puerta del Sol, “ma è una decisione che spetta al presidente e dovrò chiederglielo” .

Il vicepresidente del governo di Madrid ha fatto queste dichiarazioni mentre la società pubblica Metro de Madrid ha tinto il logo a forma di rombo della stazione Chueca, con i colori dell’arcobaleno, in occasione dell’orgoglio LGTB.

Proprio Chueca è il quartiere più “lavorato” dalla lobby LGTB nella capitale della Spagna.

 

 

OMOFOBIA: COME PROVARE A DARE LA BATTAGLIA

Martedì prossimo 7 luglio, a partire dalle ore 20, sulla pagina facebook di (In)Formazione Cattolica, ci sarà un’intervista in diretta al prof. Massimo Gandolfini sul progetto di Legge Zan: “tra libertà di pensiero e di opinione”.

Nonostante siano ben altre le emergenze d’affrontare da parte della politica in questo difficile periodo di crisi, il Parlamento italiano ha in corso di esame e discussione il Progetto di Legge (PdL), presentato come primo firmatario dal deputato Pd Alessandro Zan, dal titolo: “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”.

Su questa normativa che, qualora approvata, imporrà diversi diktat dell’ideologia gender nell’ordinamento nazionale, la redazione di “(In)Formazione Cattolica” ha organizzato un momento di approfondimento grazie all’intervista che l’avv. Giovanna Arminio rivolgerà martedì prossimo, 7 luglio, alle ore 20, al prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra ma, soprattutto, presidente dell’Associazione Family Day – Difendiamo i nostri figli.

Per assistere alla trasmissione, che s’intitola “Il progetto di Legge Zan omotransfobia: tra libertà di pensiero e di opinione”, ci si può collegare al link: https://www.facebook.com/informazionecattolica/


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