Argentina, rete di scuole cattoliche finite sotto inchiesta per omo-trans fobia


In Argentina la rete di scuole dell’Associazione Fraternità San Tommaso d’Aquino (Fasta), è finita sotto inchiesta, su input di alcuni deputati e attraverso degli articoli su un giornale anticlericale, per non essersi piegata alla dittatura lgbt che avanza anche nel paese che ha dato i natali a Papa Francesco.



La Fasta è stata denunciata presso gli uffici di giustizia della città di Buenos Aires con l’accusa di aver violato la legge antidiscriminazione imponendo, a detta dei denuncianti, “un indottrinamento omofobico e lesbofobico e discorsi di odio nei confronti del movimento femminista”.

Secondo i promotori delle azioni legali contro le scuole cattoliche del gruppo Fasta, sarebbero stati “imposti manuali” con contenuti contro l’omosessualità e la transessualità.

L’Unità del Procuratore speciale sulla violenza contro le donne (UFEM) dell’Ufficio del Procuratore Generale Nazionale ha, inoltre, avviato un’indagine preliminare basata su testimonianze di ex studenti sui social network che accusano Fasta di ipotetiche “ripetute situazioni di molestie e violenza sessuale nelle loro diverse scuole”.



Inutile sottolineare che dalle scuole cattoliche Fasta hanno spiegato di essere scuole che promuovono gli insegnamenti della Chiesa e che pertanto non possono insegnare nulla che sia contrario agli insegnamenti morali della Chiesa Cattolica.

Attraverso l’hashtag #YoApoyoAFasta è stato ricordato che “è stata avviata una campagna contro gli istituti che insegnano i valori cristiani e che non applicano l’indottrinamento con l’ideologia di genere, che cerca di imporsi a tutti i costi, anche soggiogando i diritti che le leggi attuali rendono possibili. Oggi attaccano FASTA, da un articolo bugiardo, in un giornale anticlericale, che trasuda solo odio. Domani, senza dubbio, colpiranno altri e poi tutti”.



Il Consiglio superiore dell’educazione cattolica (Consudec) e la Federazione delle associazioni educative religiose dell’Argentina (Faera) hanno definito le lamentele contro le scuole confessionali “inaccettabili” e tese a “proporre e difendere determinati valori che costituiscono la propria ideologia”.

Quanto sta accadendo in Argentina presto potrebbe succedere anche in Italia, se sarà approvata l’attuale proposta di legge sull’omotransfobia Zan-Scalfarotto-Boldrini e altri.

 



 

OMOFOBIA: COME PROVARE A DARE LA BATTAGLIA

Martedì prossimo 7 luglio, a partire dalle ore 20, sulla pagina facebook di (In)Formazione Cattolica, ci sarà un’intervista in diretta al prof. Massimo Gandolfini sul progetto di Legge Zan: “tra libertà di pensiero e di opinione”.

Nonostante siano ben altre le emergenze d’affrontare da parte della politica in questo difficile periodo di crisi, il Parlamento italiano ha in corso di esame e discussione il Progetto di Legge (PdL), presentato come primo firmatario dal deputato Pd Alessandro Zan, dal titolo: “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”.



Su questa normativa che, qualora approvata, imporrà diversi diktat dell’ideologia gender nell’ordinamento nazionale, la redazione di “(In)Formazione Cattolica” ha organizzato un momento di approfondimento grazie all’intervista che l’avv. Giovanna Arminio rivolgerà martedì prossimo, 7 luglio, alle ore 20, al prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra ma, soprattutto, presidente dell’Associazione Family Day – Difendiamo i nostri figli.

Per assistere alla trasmissione, che s’intitola “Il progetto di Legge Zan omotransfobia: tra libertà di pensiero e di opinione”, ci si può collegare al link: https://www.facebook.com/informazionecattolica/


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