“I grandi” poco sanno di Dio e vivono male


Domenica XIV Anno A

Tutti i profeti annunziano la venuta del Messia. Zaccaria, vissuto nel periodo post-esilico, cinque secoli prima di Cristo, ne descrive l’entrata nella Città Santa, come re umile, sopra un puledro figlio d’asina, nel tripudio di tutta la gente acclamante.

Egli è giusto e vittorioso, annunzia un regno dove sovrana sarà la pace e “il suo dominio sarà da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra”.

Farà sparire archi e spade, carri di guerra e cavalli. Un’éra nuova sorgerà e grande sarà la gioia.

Gesù con la sua morte di croce ci ha ottenuto lo Spirito Santo, che dà la vita divina prima all’anima e dopo la morte anche ai nostri corpi, che risorgeranno a somiglianza di quello di Cristo. Chi ha in sé questo Spirito, appartiene a Cristo; chi invece non ce l’ha, appartiene al mondo e vive per le sue voglie: l’avere, il potere, il piacere: causa di peccati e di morte. Il cristiano invece, appartiene al Cielo e lì ha posto il cuore.

Dio si compiace di rivelarsi ai piccoli, perché essi sono fidu- ciosi e semplici.

I grandi invece, si credono sapienti e prestano fede solo a se stessi e ai loro ragionamenti. Di Dio poco sanno e male vivono. Gesù da’ la vera conoscenza di Dio e nella mitezza e umiltà fa trovare il vero ristoro per le pene della vita e la pace del cuore.

 

Padre Giuseppe Tagliareni


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