I segni della prossima venuta di Cristo. Ecco come prepararsi al Messia-Re


 

L’attesa del Messia-Re

Gli antichi ebrei aspettavano il Messia (= unto dello Spirito di Dio), secondo le promesse fatte da Dio ad Abramo e poi a tutto il Popolo eletto, mediante i Profeti. Sapevano che doveva nascere dalla tribù di Giuda e dal casato di Davide. Egli avrebbe instaurato il Regno di Dio, un Regno splendido e ben superiore a quello pur famoso di Salomone, un Regno che non avrebbe mai visto la fine, e che si sarebbe esteso su tutta la terra, inglobando perciò anche gli infedeli. Gerusalemme, città del Gran Re, sarebbe diventata la capitale del Regno e al suo tempio sarebbero venute tutte le genti, a portare i loro tesori e a rendere culto all’unico Dio, Signore di tutta la terra. Tutti lo avrebbero finalmente riconosciuto, rinunziando agli idoli e ricevendo la Salvezza per mezzo d’Israele, popolo di unti, di consacrati del Signore. E Sion avrebbe avuto la sua gloria su tutti i popoli. Gli ebrei fino ad oggi sognano questa realtà e aspettano un Messia politico e un regno potente su tutta la terra che consacri la supremazia d’Israele su tutte le genti (“Sionismo”).

La venuta di Gesù

Quando venne Gesù, nato a Betlemme, dalla tribù di Giuda e dalla casa di Davide e videro i suoi miracoli, molti ebrei credettero in lui e un giorno lo accolsero con gioia nella città santa, tra due ali di folla che gridava: “Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”. Ma Gesù fu rigettato dai Sommi Sacerdoti e da tutto il Sinedrio, perché era a loro contrario. Essi non potevano accettare un Messia senza spada e senza eserciti. Lo fecero arrestare e lo condannarono a morte come bestemmiatore, perché affermava di essere Figlio di Dio. Poi lo portarono davanti al procuratore romano Ponzio Pilato, e lo accusarono di farsi re al posto di Cesare e perciò di meritare la morte. Pilato cedette alla folla che gridava Crucifigge!” e Gesù venne crocifisso tra due ladroni, sul Calvario, appena fuori le mura di Gerusalemme. Egli rese testimonianza alla verità: che cioè era veramente il Figlio di Dio e veramente Re, però di un Regno diverso da quelli del mondo e fondato sull’amore. Ma non fu creduto e anzi fu condannato e ucciso, come egli stesso aveva profetizzato. Ma dopo tre giorni risuscitò e apparve molte volte vivo ai suoi discepoli e a molte persone che divennero suoi fedeli e lo testimoniarono fino al sangue.

Poco dopo la sua risurrezione, gli Apostoli, venutisi a trovare insieme, gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».  Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo» (At 1,6-11).

Dopo la Pentecoste, ripieni del fuoco dello Spirito Santo essi si lanciarono nella predicazione del Vangelo, per parlare a tutti di Gesù e annunciare la sua venuta e il suo Regno su tutta la terra.

Il mondo doggi

Sono passati due mila anni: il Vangelo è stato predicato per ogni dove, anche se due terzi degli uomini non sono ancora cristiani. Ma da molti segni comprendiamo che siamo vicini all’avvento del Regno di Gesù. Questo avverrà alla “fine dei tempi”: i tempi assegnati alle nazioni. È Dio che assegna i tempi, Egli che è il Signore della storia. Ora che inizia il tempo della società globale multi-etnica e multi-culturale, si richiede una nuova anima del mondo.

L’intensificarsi degli scambi, dei contatti, delle comunicazioni è tale da far parlare ormai del mondo come di un “villaggio globale”: tutti siamo vicini a tutti e in collegamento virtuale con tutti. L’umanità prende sempre più coscienza di essere una sola immensa famiglia di popoli, che hanno gli stessi diritti e un destino comune. È il tempo in cui s’impongono gli organismi sopranazionali e ci si vede chiaramente tutti interdipendenti, sia a livello del commercio, sia delle informazioni, sia della salute, sia della politica, sia delle emergenze sempre più gravi e generalizzate, come le pandemie, la povertà, il terrorismo, etc.

Segni della prossima venuta di Cristo

Dal punto di vista religioso vi sono molte divisioni, differenze e contrapposizioni. Due dati fanno pensare alla prossima venuta di Cristo: la grande apostasia e il moltiplicarsi dei falsi Cristi e falsi profeti. La prima è l’abbandono generale della pratica religiosa e la perdita della fede. In realtà molti oggi vivono come se Dio non ci fosse e come se Gesù non dovesse mai venire “a giudicare i vivi e i morti”, cioè a dividere coloro che sono in grazia di Dio da coloro che sono in peccato mortale. I primi “vivono” (= nella loro anima hanno la grazia, che è vita divina); i secondi invece sono “morti” nello spirito, anche se fisicamente il loro corpo è ancora in salute. Oggi questi sono la maggioranza degli uomini: essi peccano contro tutti i Comandamenti di Dio e non solo non si pentono, ma se ne vantano e si ostinano nel peccato, come aborti, divorzi, furti, bestemmie, false testimonianze, magia, vizi, alcolismo, tossico-dipendenza, omicidio, pedofilia, peccati sessuali, etc. A questo si aggiunga che perfino nelle legislazioni tanti “delitti” sono diventati “diritti”, come sono l’aborto, il divorzio, l’eutanasia, l’adozione per omosessuali, il “matrimonio gay”, il pacs, etc. Come non si riconosce una dipendenza morale da un Legislatore divino, così non si accetta neanche una “Legge naturale”. Ogni arbitrio è ormai lecito.

L’altro segno è il pullulare di falsi Cristi e falsi profeti. Tali sono tutti coloro che si spacciano per Salvatori del mondo (vedi: Saibaba e tanti nuovi culti) e ostentano potenza di miracolo e compiono prodigi per i propri adepti e promettono facile successo a chi li segue ciecamente. Gesù lo aveva predetto e volle assicurare che non sarà così per la venuta del vero Messia: questa sarà come il fulmine: “come il lampo, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno” (Lc 17,24). Allora “uno sarà preso e l’altro sarà lasciato” (v. 34), cioè gli Angeli di Dio solleveranno gli eletti e lasceranno i maledetti al loro infelice destino: essere preda degli “avvoltoi” (v. 37), cioè dei demoni e portati all’Inferno. Gli eletti invece saranno sollevati e dopo la grande purificazione della terra, vi saranno rimessi. E saranno “Cieli nuovi e terra nuova”, dove abiterà per sempre la giustizia (cfr. 2 Pt 3,13). Sarà quello il tempo del Regno di Dio sulla terra, e si realiz-zerà finalmente la richiesta che Gesù ci fa dire nella preghiera del “Padre nostro”: “Venga il tuo Regno!”. Allora tutte le genti vedranno la regalità di Gesù Cristo e godranno della vera pace, nella fratellanza universale. Le profezie si compiranno e l’umanità ricono-scerà il vero Dio e il suo Cristo.

Il futuro

L’introduzione di questo Regno non sarà indolore, sia perché Satana vi si oppone con tutte le sue forze, sia perché la massa dell’umanità sarà impreparata. “Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti. Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti. Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà” (Lc 17,26-30). Quando quasi tutti diranno che Dio non c’è o che nel mondo non c’è bisogno di Lui né tanto meno di Gesù Cristo; quando si riderà del Vangelo e si perseguiterà ovunque la Chiesa; “quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà” (1 Tes 5,3). Il grande castigo scenderà sul mondo e “due terzi saranno sterminati e periranno; un terzo sarà conservato. Farò passare questo terzo per il fuoco e lo purificherò come si purifica l’argento; lo proverò come si prova l’oro.

Invocherà il mio nome e io l’ascolterò; dirò: «Questo è il mio popolo». Esso dirà: «Il Signore è il mio Dio». (Zac 13,8-9). Questo piccolo resto sarà l’eredità del Signore e sorgerà sul mondo un nuovo giorno: il Giorno del Signore, di cui hanno parlato tutti i Profeti.

Ma il Figlio delluomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? (Lc 18,8). La risposta personale sta nel cuore di ogni uomo. Il vero fedele risponde dicendo il suo “sì”. Purtroppo, a livello generale, pochi conserveranno la fede. Con certezza la conserveranno quelli che sono consacrati al Cuore Immacolato di Maria. La Madre infatti, non perse la fede nella terribile prova del Calvario e così sarà per i suoi consacrati. Su di essi Satana non ha potere. Essi conserveranno la fede in Gesù, mentre tutto il mondo riderà di loro e li perseguiterà. Ma alla fine saranno premiati e trionferanno insieme a Gesù e Maria. “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!”: questo la Madonna ha promesso a Suor Lucia di Fatima. Questi sono i tempi in cui la “Donna vestita di sole” calpesterà la testa al serpente infernale.

 

PADRE GIUSEPPE TAGLIARENI

 


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Riflessione splendida e stimolante,grazie