Il vero discepolo di Cristo non cerca denari, ma anime da evangelizzare


“Dall’Egitto ho chiamato mio figlio” (Os 11,1).

La predilezione di Dio per Israele, tolto dalla schiavitù del faraone, condotto nel deserto, nutrito di manna, istruito nella Legge, mille volte perdonato, reso vittorioso dei nemici e infine rinnovato e introdotto nella Terra Promessa, segna mirabilmente l’agire divino per salvare tutta l’umanità.

Ciò avverrà mediante il Cristo “mio Figlio” e la Chiesa che Lui fonderà come suo nuovo popolo. “Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia”: cosa che avvenne realmente quando Giuseppe prese il Bambino e sua madre per tornare dall’Egitto, dove si erano rifugiati, in Galilea loro patria.

Gesù è il Santo in mezzo a noi, popolo infedele, che abbiamo il cuore legato a troppi idoli.

Egli ci fa giusti; per questo, Dio non viene nella sua ira.

Fin quando c’è un altare con Gesù sopra, i fulmini di Dio sono sospesi. Beato chi sta vicino alla Messa e all’Eucaristia!

Il vero discepolo di Cristo non cerca denari, ma anime da evangelizzare.

La luce della fede che egli diffonde è di valore inestimabile e va data gratuitamente.

Beata quella casa che accoglie i missionari e quegli occhi che si aprono alla luce divina.

Fuoco e zolfo invece, per coloro che si ostinano nel rifiuto: peggio di Sodoma e Gomorra saranno trattati!

Padre Giuseppe Tagliareni

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments