Sinistra “avanti” o Destra “oltre”?


Il rapporto degli elettori con la politica non è mai stato così travagliato come in questi anni e non solo per la scarsa capacità di ispirare fiducia, la preparazione approssimativa e la dubbia condotta di chi spesso calca quel proscenio ad alti livelli. Oltre a ciò infatti perdura da tempo una sorta di indeterminatezza, di mancata definizione delle categorie politiche che costringe le persone a discutere ad esempio su cosa sia di Destra e cosa sia di Sinistra o sull’opportunità di avvalersi ancora di queste categorie senza venirne veramente a capo, anche perché le passioni di parte finiscono presto per limitare l’obiettività di giudizio. Ma forse proprio qui sta il punto: c’è confusione perché ci si ostina a utilizzare termini che esprimevano visioni del mondo circoscrivibili a dicotomie piuttosto evidenti – ad esempio conservazione/riformismo, libero mercato/economia pianificata – che dal crollo del blocco comunista a oggi si sono sciolte in un tale ginepraio di proposte che certamente non aiutano a capire agevolmente la propria formazione e collocazione politica. La nota tendenza delle democrazie a convergere verso un centro sempre più largo, paludoso e inclusivo che vive di opportunismi e occasioni finisce solo con l’agevolare i propositi degli strateghi di tale politica perché lasciano che le persone si accapiglino in discussioni senza fine mentre tirano le fila del potere.

In questi anni il grosso di quella che chiamavamo Sinistra si è trasformata in modo incredibile: convergendo al centro ha scartato tutti i massimalismi di classe per abbracciare una visione economicista, ultra capitalista, dispotica e transnazionale a cui associa uno spregiudicato libertarismo etico e morale che viene presentato come un aggiornamento dell’Illuminismo. Quella che chiamavamo Destra a sua volta si dibatte tra un moderatismo molto debole nelle riforme e fin troppo dialogante e una proposta identitaria ed arrembante che fatica a trovare interpreti convincenti pur essendo l’unica proposta realmente antagonista. A ciò deve aggiungersi che le formazioni che gravitano nell’ambito della cosiddetta Destra non esprimono uniformità di intenti in campo etico e morale.

Immaginiamo quindi di far parte di un’équipe di antropologi extraterrestri che sbarcano oggi in queste terre del nostro Occidente, chi ci troveremmo di fronte? Probabilmente, per esigenze di sintesi, arriveremmo a raggruppare i risultati in due tendenze rilevanti a loro volta riconducibili a due modi diversi di interpretare la vita e il mondo. Per ogni tendenza sono qui di seguito indicate 24 proposizioni che agevolano l’identificazione di un tipo politico che va a impersonare un nuovo antagonismo. Questi nuovi tipi politici non saranno più definiti di Sinistra e di Destra, ma, con una terminologia che si propone di essere neutra e scevra da giudizi di valore, “Avanti” e “Oltre”. Con questi due termini viene identificata una nuova polarità che evolve in categorie politiche di ampio respiro e va a sostituire la passata diade.

 

CHI È AVANTI

Chi è“Avanti” interpreta la storia in modo dialettico e vede nel futuro una continua occasione di progresso e smascheramento di sovrastrutture sorpassate che appesantiscono la ricerca della felicità. Sul piano politico tende ad abbracciare un modello ideologico di tipo individualista, libertario, liberista, mondialista, edonista e spiritualmente tiepido.Eccone le 12 mortifere proposizioni fondamentali:

– l’uomo è un essere vivente evoluto che in virtù del progredire della ragione mette a punto organizzazioni sociali sempre più raffinate e finalizzate al proprio benessere individuale;

– concorrono a definire l’uomo sia fattori naturali sia culturali, ma questi ultimi sono molto più importanti in quanto, agendo mediante essi, è possibile modificare in modo definitivo la natura dell’individuo;

– l’uomo è materia e innanzitutto possiede beni materiali;

– Dio probabilmente non esiste e in ogni caso la sua presenza non è concretamente avvertibile;

– nessuna legge morale deve indicare la strada su cui camminare;

– prima i diritti dell’individuo, poi i doveri della comunità;

– la vita appartiene all’individuo e ne fa quello che vuole;

– l’aborto rientra nel processo di autodeterminazione della donna come soggetto emancipato e libero di disporre come vuole di ciò che considera suo;

– le droghe sono buone perché sono un veicolo di libertà individuale e spesso rispondono un bisogno di evasione dalle costrizioni conservatrici.

– la famiglia è una condizione limitante perché nel caso dei figli obbliga alla reciprocità nei confronti di genitori e fratelli che non si sono scelti e, nel caso della coppia, nei confronti di persone con cui per varie ragioni si potrebbe arrivare a decidere che non si vuole più condividere nulla;

– la libertà di opinione e di espressione artistica è concessa nella misura in cui non metta neanche lontanamente in dubbio le idee portanti del contratto sociale in essere;

– esiste solo l’amore perché gli individui nascono buoni e ogni amore è buono. La sessualità quindi s’identifica legittimamente con ogni determinazione psicologico-soggettiva che violenti anche la dimensione naturale. Tollerare e includere è molto più importante di discernere e integrare. L’uguaglianza è norma, la differenza eccezione.

 

CHI È OLTRE

Chi è “Oltre”interpreta la storia in modo organico e vede nel futuro una continua occasione per approfondire e migliorare la realizzazione di un modello sociale che si considera “dato” e ispirato a principi non negoziabili. Sul piano politico tende ad abbracciare un modello ideologico comunitario che agisce a tutela dell’identità nazionale, della libera attività d’impresa, del radicamento territoriale ed è spiritualmente caldo.Eccone le 12 vitali (e socialmente necessarie) proposizioni di fondo:

– l’uomo modella i comportamenti e le strutture sociali in base una legge naturale che precede ogni patto tra persone;

– la natura vince sulla cultura e ogni tentativo della cultura di sovvertire la natura procura danni sociali e psicologici enormi;

– la natura è differenza, non uguaglianza;

– aborto ed eutanasia sono crimini contro la natura;

– l’uomo non è solo materia e avverte spontaneamente l’impulso a trascendere la sua finitezza e a porsi domande fondamentali sul significato della vita;

– la natura fa nascere gli esseri umani maschi e femmine e in base a ciò la sessualità postula una inclinazione eterosessuale finalizzata alla sopravvivenza della specie mediante procreazione naturale. Conseguenza logica di questa pulsione naturale è la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio;

– l’uomo apprende i suoi elementi identitari attraverso la relazione con l’ambiente e i suoi simili;

– gruppi di famiglie formano comunità sempre più allargate fino a costituirsi a nazione;

– lo Stato è l’istituzione che definisce attraverso le leggi e il rispetto delle stesse i parametri di armonizzazione tra la storia della nazione e le acquisizioni dei tempi e possiede allo scopo un serio apparato di difesa che è tanto materia di professionisti come momento formativo e fondante della coscienza nazionale da parte dei singoli;

– ci sono diritti perché ci sono doveri. Questi ultimi riguardano il contributo e il rispetto che il singolo può apportare alla collettività ed è auspicabile che ciò avvenga in ragione delle specificità o talenti di ognuno;

– l’uomo non è perfetto, ma è perfettibile;

– l’uomo non nasce buono (peccato originale).

***

Piero Chiappano: chi è

di Giuseppe Brienza

Piero Chiappano, 49 anni, nei primi anni ‘90 era cantautore giovane e di belle speranze, adocchiato dai discografici che contano, e che se lo contendevano persino. Nel 1994 finalmente esordisce con un disco di sue composizioni, “La via del sale”, per l’etichetta che ai tempi pubblicava grandi nomi della musica italiana come Enzo Jannacci, Fiorella Mannoia ed Eros Ramazzotti, accompagnato dai migliori musicisti del momento, ad esempio l’ex chitarrista di Vasco Rossi Nando Bonini alla chitarra (oggi terziario francescano), Paolo Costa al basso e Lele Melotti alla batteria. Come succede spesso in questo mondo, quell’etichetta discografica venne ceduta improvvisamente a una major, proprio quando si trattava di distribuire il disco, che rimase così nel dimenticatoio. Piero, disilluso dall’ambiente, lascia la musica e va a lavorare come tutti. Un incontro con un membro laico dell’Opus Dei, pochi anni fa, gli cambia però di nuovo la vita. E lo coglie proprio in uno dei più delicati momenti di difficoltà familiare. Uscendo alla grande da questa crisi, si rende sempre più conto che c’è in atto un attacco globale alla famiglia e ai figli. Ritrova quindi non solo la fede di un tempo, ma anche la voglia di fare musica e usare i suoi “strumenti” per combattere contro i falsi miti del Progresso. Per questo quasi 25 anni dopo, nel 2016, pubblica il suo secondo album, “Tra lavoro e santità”, con Mario Natale alla produzione artistica e Giorgio Cocilovo alle chitarre. Otto canzoni rock e d’autore che, distribuito in proprio, si può richiedere scrivendo a pierochiappano@hotmail.com.

 

PIERO CHIAPPANO
In Corriere del Sud, n. 8
anno XXVI/17, p. 3


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