Ecco come partecipare attivamente alla Santa Messa


 

Preparazione remota e prossima

Andare pensando di assistere al più grande dei miracoli ed incontrare Dio in persona che viene a salvarci donandoci Se stesso. Da questo incontro dipendono molte grazie di cui hai bisogno.

Pregare per avere lo spirito giusto: lo spirito di pace e di orazione, il desiderio più intenso di vedere Gesù e stare con Lui.

Pensare ad alcune intenzioni particolari: la conversione di un peccatore, la luce per certe persone, la pace per qualche famiglia, la soluzione per certi problemi, la riparazione dei peccati di tanta gente, la gioventù, la comunità, il lavoro, i defunti, etc.

Bisogna avere molte cose da chiedere e molto da offrire con amore sincero. Gesù è Dio e la Messa ha valore infinito!

 

Saluto e Atto penitenziale

L’incontro è con Dio e tra noi in Dio uno e trino, nella fede e nell’amore.

Chiedere perdono dal profondo del cuore per tutte le colpe tue e degli altri. Dio è molto offeso sia per le nostre opere che per i nostri pensieri e mancanze d’amore. L’umile riconoscimento della propria indegnità ci apre alla Misericordia e al perdono, che ci fa degni di stare davanti a Dio. Egli ci giustifica con la Sua grazia, come fece col pubblicano della parabola evangelica.

 

Gloria

Come i poveri pastori di Betlemme partecipare commossi all’inno che gli Angeli e i Santi innalzano incessantemente a Dio: con amore riconoscente dargli onore, lode e benedizione per la Sua Gloria immensa,  per tutti i Suoi doni, ma specialmente per averci dato Gesù Salvatore e un destino eterno di felicità e di gioia.

 

Liturgia della Parola

La fede nasce dall’ascolto attento della Parola di Dio che la Chiesa ci ammannisce nella predicazione. Disporsi ad ascoltare senza pregiudizi, dubbi e negazioni, chiedendo a Dio il dono del Suo Spirito Santo, per purificare il tuo cuore, perché sia ben disposto, umile e docile, come quello della Vergine Maria.

Meditare tutto il giorno almeno alcune delle parole ascoltate e cercare di adattarvi la propria vita. Allora essa porterà frutto e noi ci andremo trasformando in veri figli di Dio. È questo il miracolo che fa la Parola di Dio ben accolta e messa in pratica.

 

Offertorio

Metti sull’altare te stesso: quello che sei, quello che hai, quello che puoi. Tutto: vita, opere, desideri, ferite, sofferenze, gioie, dispiaceri, speranze, problemi tuoi e dei tuoi cari, etc.

Offri le persone, le comunità, quelli che ti hanno fatto del male, i benefattori, quelli che ti hanno chiesto preghiere, i malati, gli oppressi, i giovani, i moribondi, i grandi peccatori, etc.

Offri i cuori di tutti perché possano ben disporsi a ricevere Gesù e le Sue grazie. Chiedere e offrire molto. L’offerta più gradita è quella di se stessi in olocausto. La tua offerta è come quella goccia d’acqua che il Sacerdote mette nel Calice del vino.

 

Prefazio e Santo

Disporsi a glorificare Dio per quel particolare mistero di Salvezza che la Chiesa celebra nella liturgia di quel giorno, in unione spirituale con gli Angeli, i Santi e le anime del Purgatorio.

Vivere la Comunione dei Santi: essi intercedono per noi davanti al Dio tre volte Santo e suppliscono alle nostre tante mancanze.

 

Consacrazione

Gesù ripresenta l’Ultima Cena e il Calvario davanti a noi. Attraverso il Sacerdote è Lui che opera la consacrazione del pane e del vino, per darci Se stesso e i Suoi infiniti meriti e trasformarci da peccatori in santi. Stare in ginocchio e in profondo silenzio.

All’Ostia consacrata dire: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo. Ti chiedo perdono per coloro che non credono, non ti adorano, non sperano e non ti amano. Abbi pietà!”.

Al Calice del Vino dire: “Eterno Padre, io Ti offro il Sangue del tuo divin Figlio Gesù, il Suo immenso Sacrificio della Croce, in espiazione dei peccati del mondo intero, per la conversione dei peccatori e la consolazione degli afflitti”. Adorare in silenzio.

 

Padre nostro e scambio della pace

Gesù è presente sull’altare col suo Sacrificio di valore infinito. È uniti a Lui che possiamo rivolgerci a Dio Padre con fiducia e chiedergli tutto ciò che Gesù ha voluto che gli chiedessimo. Il “Pater” nella Messa è la preghiera più potente che esiste.

Disporre il cuore a dare agli altri il perdono più completo possibile e abbracciare i nostri vicini di banco come Gesù in persona.

 

Comunione

Purificare ancora il cuore col dolore dei peccati e animarsi del desiderio di ricevere Gesù, quando il Sacerdote dice: “Ecco l’Agnello di Dio… Beati gli invitati alla mensa del Signore!”.

Ricevere Gesù con grande devozione e possibilmente in ginocchio. Adorarlo come Dio, ringraziarlo perché Si abbassa fino a noi per innalzarci fino a Dio, lodarlo per i Suoi doni stupendi e grandi, specialmente per averci dato Se stesso e la Sua Misericordia. Dirgli il proprio amore: Gesù vuole tanto essere amato! Egli è il Mendicante dell’amore. È l’Amore che lo muove!

Trattenersi in dolce colloquio con Gesù quanto più a lungo possibile. Parlargli di tutto. Chiedergli molte cose. Offrirgli il proprio cuore, la propria vita, le opere, le difficoltà, la giornata.

Intercedere per gli altri: farglieli passare davanti uno ad uno e chiedere molto per loro. Gesù è generosissimo! I Suoi meriti sono infiniti e non delude mai coloro che hanno fiducia in Lui.

Uscire dalla Chiesa solo dopo avergli detto tutto quanto avevi in cuore. Invitalo a venire con te, a vivere con te giorno e notte, ad assisterti in tutte le tue incombenze e necessità, a crescere nell’amore verso Dio e verso il prossimo. Desidera ritornare presto da Lui e stare sempre più davanti a Lui amandolo.

Uscito dalla Chiesa, con Gesù nel cuore, devi dare a tutti luce e amore, parole buone e sorriso, ascolto umile e servizio. Pensa che Gesù è in te. Gli altri dovrebbero vederlo: non nasconderlo e soprattutto non fare cosa che Gli dispiaccia e lo allontani da te.

Ritorna con la memoria alle parole che hai ascoltato nella Messa e cerca di metterle in pratica, quando e come è possibile. Questo trasforma il mondo!

La Santa Messa sono Io stesso mentre prolungo la mia Vita e il mio Sacrificio sulla Croce in mezzo a voi. Senza i meriti della mia Vita e del mio Sangue, che cosa potete presentare al Padre? Nulla, la miseria, il peccato…”

“Voi dovreste superare gli Angeli e gli Arcangeli nelle virtù, perché essi non hanno la grazia di ricevermi come cibo, voi sì. Essi bevono una goccia dalla sorgente, ma voi che vi nutrite di Me, avete a disposizione tutto loceano per dissetarvi”.

(Fonte: Gesù a Catalina Rivas in “La Santa Messa”, Ed. Villadiseriane)

 

PADRE GIUSEPPE TAGLIARENI

 


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