Testimoniare il Vangelo porta ostilità e persecuzioni, anche dentro casa


Molte sono le colpe d’Israele: idolatria e menzogna, ingiustizia e violenza, intrighi e alleanze con stranieri.

Fanno riti e offerte senz’anima e chiamano dio l’opera delle loro mani. Subiranno stragi e devastazioni.

“Si alzerà dal deserto il vento del Signore e farà inaridire le sue sorgenti… distruggerà il tesoro e ogni oggetto prezioso” (Os 13,15).

Il resto Dio lo farà abitare sotto le tende e parlerà ai profeti con sogni e visioni. “Torna, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità” (14,2).

Dopo il giusto castigo, l’ira di Dio si placherà. “Io li guarirò dalla loro infedeltà,… Sarò come rugiada per Israele; fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano”; abbonderanno olio, grano e vino e tornerà la pace.

Così oggi con la Chiesa adultera e col mondo ostinato nel peccato: dire che si avrà pace e sicurezza alleandosi coi popoli idolatrici e moltiplicando i peccati, senza passare dal meritato castigo, è vera stoltezza. “Chi è saggio comprenda queste cose… poiché rette sono le vie del Signore”.

La testimonianza del Vangelo porta ostilità e persecuzioni, persino dentro la stessa casa.

La fedeltà a Cristo richiede semplicità d’intenti e furbizia, perché saremo “come agnelli tra i lupi”.

Lo Spirito Santo sarà il nostro avvocato e parlerà con la nostra bocca.

“Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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