Quando la scuola era vita, gioia e umanità


 

Mi chiedo come abbia potuto sfiorarmi la mente l’assurdo desiderio di risistemare il mobile all’ingresso che custodisce tanti “reperti” scolastici ormai in disuso!

Lo confesso: stamane ero animata dalle più belle intenzioni di sgombero, con l’intento di creare spazio e liberarmi un po’ del materiale ormai inutile. Ahimè, che angosciosa decisione… alla fine non m’è rimasto altro se non una mattinata spesa a tuffarmi nei ricordi che credevo di avere ormai meticolosamente archiviati. E’ accaduto che, man mano che rovistavo, mi rendevo conto che mi occorreva una bella dose di coraggio. Questo sì, lo butto…anzi, questo no! E questo posso toglierlo…no, questo non è possibile… E così via.

Ma perché fa tanto male liberarsi di disegni, foto, cartoline e delle care, ineguagliabili letterine dei tuoi alunni, ormai più che ventenni, se non addirittura laureati, sposati e con prole? E di tante riflessioni annotate su quei quaderni ammucchiati che vorresti buttare via? E di tanti progetti eseguiti che, prepotenti, rievocano flash di momenti indimenticabili trascorsi con i tuoi alunni? Non credevo fosse tanto doloroso e logorante.

Beh, comunque, alla fine ho eliminato lo stretto indispensabile: richieste varie, ferie, scrutini e inutili programmazioni (io programmavo ogni sera la mia lezione e poi, inevitabilmente, lasciavo “riprogrammare” le mie lezioni il giorno dopo dalla sensibilità e dalle necessità dei bambini).

Cari miei ex: i vostri ricordi ci sono ancora e, se qualcuno me li chiede, li restituisco.
Fra essi, ho trovato anche una letterina in cui una bambina di classe prima mi scriveva: “Cara maestra, credo di essere stata adottata e ne sono quasi certa perché mia madre vuole più bene a mio fratello. Perciò scapo di casa.”
Tranquilli…non l’ha mai fatto…voleva solo essere un po’ protagonista!

Un’altra bambina, invece, nella letterina di Natale, scriveva: “Caro Gesù Bambino, papà mi ha promesso che appena avrà pittato la cameretta mi farà avere un fratellino!”.

Al ritorno dalle vacanze natalizie tutte le mamme le chiedevano se papà aveva già “pittato” la cameretta!

Miei cari ex alunni, sono consapevole che, con essi, andrà via un pezzo del mio cuore, una memoria storica da cui mai vorrei staccarmi. Penso tuttavia che i quaderni che custodisco potrebbero render più felici voi perché, sfogliandoli, forse avrete voglia di mostrarli con orgoglio ai vostri figli: magari, con un po’ di emozione, parlerete loro del vostro entusiasmo nello studio, delle ricerche fatte in gruppo, delle visite nei luoghi storici della nostra città seguendo una mappa da voi stessi realizzata, armati di lapis e blocchetto per appunti a mano, dello stupore che vi colse nell’ammirare estasiati la Cappella Sistina, di come riusciste persino a meravigliare il direttore di una nota cartiera con le vostre precise domande (e vorrei vedere: c’eravamo preparati per più di due settimane all’evento della visita in cartiera e alla centrale idroelettrica!), della visita guidata alla diga per vedere da dove si deriva l’acqua per l’irrigazione dei campi, di quanto eravate affascinati dalla storia dei popoli egizi tanto che avevamo programmato di andare in Egitto insieme, della ricerca febbrile di documenti che potessero ben narrare la storia della vostra vita prenatale (nei quaderni trovo incollate addirittura le ecografie delle vostre mamme, foto di battesimo, bavaglini), dei libri scritti a mano insieme, delle memorabili escursioni – rigorosamente non programmate – per recarci sulla collina della Madonna delle Grazie o al Parco Valente per raccogliere le foglie in autunno (e non servivano autorizzazioni: bastava scrivere alla lavagna che uscivamo un momentino).

Benedetto mobiletto! E’ stato come scoperchiare uno scrigno custodito in fondo al mare! Io, sicuramente, ho racchiuso nel suo piccolo spazio una minima parte dei tesori che voi mi avete regalato, ma voi vi siete presi uno spazio ben più grande nel mio cuore e nella mia anima: e quello nessuno potrà rivendicarlo perché è solo vostro!
Un bacio a tutti voi che ricordo con immenso affetto.

Post Scriptum: un dubbio, mentre scrivo, mi sfiora la mente, insieme a tanta tristezza: quali ricordi potrà conservare una docente che, poverina, sarà ora costretta a destreggiarsi con la DAD?

Certo, qualche file, una presentazione in PowerPoint, le slides, una bella lettera in word, un foglio excel…

Ciò che mancherà, però, sarà il profumo inestinguibile dei fiori sulla cattedra, l’odore dei libri che sanno di antico, la dolcezza di alcuni sguardi, i gessetti colorati della lavagna, la soddisfazione letta e decifrata nel volto di chi ti guarda, in quel momento, in “tua” presenza.

Si chiama Vita. Gioia. Umanità.

Antonella Paniccia

 


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Ho condiviso con te ogni momento, non solo un tuffo nel passato direi di più nel presente. Grazie di farmi emozionare ancora alla mia età. E’ proprio vero la vita è un dono di Dio. Leggerti è sempre un piacere.
A presto! dino macioce

GRAZIE ANCH’IO HO BELLI RICORDI DELLA SCUOLA, è STATO UN PIACERE LEGGERTI.
Grazie.