Siamo sacerdoti, re e profeti: grande dono e grande compito!


Il grande dono del Battesimo ci fa figli di Dio: ci trasmette la vita divina che sgorga dal Cristo. Egli è l’albero, noi i rami; da Lui riceviamo la linfa vitale (“Grazia”), che porta frutti di opere sante. “Se uno rimane in Me e Io in lui, porta molto frutto” (Gv 15,5). E il Padre vuole che portiamo frutti abbondanti. E così sarà se rimaniamo con Gesù, nella sua Grazia, uniti a Lui nella volontà di cercare il Regno di Dio e la sua giustizia. Gesù ci dà il Suo Spirito e ci assimila a Se, rendendoci sacerdoti, re e profeti. È di questo che il mondo ha bisogno per tornare a Dio e vivere. Altrimenti dominano morte, caos, violenza e corruzione.

Sacerdoti

Gesù è il sommo ed eterno Sacerdote, l’unico Mediatore tra Dio e gli uomini, essendo Egli l’uomo-Dio. Noi siamo sue membra e partecipiamo in gradi differenti alla sua vita e al suo Sacerdozio, mediante il Battesimo e il sacramento dell’Ordine. Anche il semplice fedele battezzato partecipa al Sacerdozio di Cristo.

Che significa e cosa può fare? Significa che anche un semplice cristiano è una persona sacra, consacrata a Dio, al suo onore e al suo culto. Il suo corpo e la sua anima sono un tempio e il suo cuore un altare, dove egli immola a Dio i suoi sacrifici e innalza l’incenso della sua preghiera e della lode.

Cosa deve fare? Rendere a Dio un vero culto “in spirito e verità” (cfr. Gv 4,23-24): riconoscerlo come unico, ringraziarlo e benedirlo, fare la Sua volontà, offrire sacrifici e riparazione, intercedere per tutti, invocare le Sue grazie e benedizioni.

La cosa migliore che può offrire a Dio è se stesso (cfr. Rom 12,1), cuore, mente e volontà, unendosi all’offerta di Gesù Cristo, consumata, insieme alla Madonna sul Calvario. Ma egli può offrire anche tutto il bene che c’è: il lavoro, le opere buone, le sofferenze, le attese di tutta l’umanità, specialmente nella Santa Messa, in unione all’offerta che il Sacerdote fa sull’altare. Allora egli tutto può ottenere da Dio e potrà intercedere efficacemente per gli altri, specialmente per i peccatori.

 

Re

Con Gesù e uniti a lui siamo figli del Re e Signore del Cielo e della terra e in qualche misura partecipiamo alla Sua sovranità. Gli Angeli, Suoi servitori, servono anche noi, riconoscendoci come Suoi figli ed eredi. I demoni temono il nostro intervento, perché possiamo comandarli e metterli in fuga nel nome di Gesù, che li ha vinti.

Come figli del Re dobbiamo ristabilire il Suo Regno lì dove è contestato e lottato: nel cuore degli uomini, nelle famiglie, nelle istituzioni e nel mondo intero nei suoi vari ambiti: la cultura, l’educazione, la politica, l’economia, l’arte, la religione, la scienza, gli scambi, il commercio, lo sport, lo spettacolo, le comunicazioni, la ricerca, la sanità, il tempo libero, etc.

Dovunque dobbiamo riportare lordine voluto da Dio, la giustizia e la pace. Per dominare in noi stessi dobbiamo acquistare le virtù e la continua ricerca della volontà di Dio. Per dominare sui demoni, dobbiamo combatterli con la Parola di Dio, con la preghiera e la penitenza. Per ordinare il mondo, si deve entrare sempre più nella cultura e nei vari ambiti di vita pubblica e privata e fare accettare l’ordine voluto da Dio Creatore e Redentore. Ci è di guida sicura il Magistero della Chiesa e la sua Dottrina Sociale, che dobbiamo ben conoscere e attuare.

Questo programma non sarà facile da attuare, perché c’è chi si oppone con tutti i mezzi possibili: Satana e tutti coloro che non vogliono che Gesù regni sopra di loro (cfr. Lc 19,14).

Essi perseguitano i Figli di Dio e vogliono distruggere le Chiesa.

 

Profeti

Profeta è colui che proferisce le parole di Dio, i Suoi giudizi, i Suoi richiami, le Sue comunicazioni. Dio infatti, parla: sia nel segreto dei cuori, sia mediante i Suoi profeti. Mediante la Sua Parola ci esprime la Sua volontà e ci chiama a collaborare al Suo disegno di salvezza del mondo. (cfr. Gv 14,23; Ap 2,17).

Dio a tutti parla; ma è ovvio che più si rivolge a coloro che Lo ascoltano e Gli stanno più vicini. Egli rivela Se stesso nell’amore, dà la Sua Parola nel Suo Spirito. I battezzati, che sono tempio dello Spirito Santo, accolgono la Sua Parola e la fanno propria. Essa è la Luce che illumina il mondo e dà la via giusta all’umanità, verso l’eterno traguardo del Cielo. (cfr. Mt 12,46-50).

Il profeta è l’uomo più illuminato da Dio, colui che ne conosce i giudizi, i decreti, i fini, i tempi di attuazione dei Suoi disegni, i segreti, i lamenti, i desideri. È un vero amico con cui Dio si compiace di parlare quasi come a Suo pari: Egli non fa nulla senza prima averlo rivelato si Suoi profeti (cfr. Am 3,7).

In sintesi, il profeta è colui che annunzia le parole di Dio, dà i Suoi giudizi e interpreta i “segni dei tempi”. Dopo la sua ascensione, Gesù mandò gli Apostoli ad annunziare il Vangelo: li fece maestri della sua dottrina e profeti del Nuovo Testamento, per insegnare agli uomini le vie del Cielo, seguendo Gesù: Via, Verità e Vita. Questo compito appartiene ad ogni battezzato, che sia animato dallo Spirito Santo, ma soprattutto al Magistero.

Entra nel compito profetico anche il giudicare la vita e le opere secondo il volere di Dio. Solo il cristiano può dire se una cosa, ad esempio lo sport come è oggi vissuto da giocatori e tifosi, sia cosa che piace a Dio o no. Solo alla luce della Parola di Dio si può capire se sia cosa buona o no, se porta a Dio o se ne allontana. In verità, la crescente conflittualità e violenza, l’idolatria dei campioni, i troppi soldi in palio, gli sprechi, gli imbrogli… fanno capire che questo sport va ben lontano da Dio.

Il terzo compito profetico è la lettura dei “segni dei tempi”. Conoscendo i fini di Dio e la Sua azione sulla storia umana, si possono interpretare i “segni” che Egli ci dà perché possiamo meglio orientarci e non sbandare. Ad esempio la globalizzazione (delle risorse, degli scambi, degli interventi) è un “segno” dell’unità del genere umano e del suo necessario commino verso questa unità voluta da Dio; il terrorismo invece, è un segno del dominio satanico che tutto vuol rovinare e distruggere; la grande apostasia è un segno degli “ultimi tempi”, prima della seconda venuta di Cristo (cfr. 2 Tes 2,3); etc.

Chi sa leggere i “segni dei tempi” a livello non sociologico ma religioso, fa vedere dove sta andando il mondo e qual è la direzione giusta da prendere per avere la salvezza di Dio.

Segni negativi di oggi sono: l’abbandono generale del culto e della religione, lo sfascio della famiglia e dell’educazione, il predominio della corruzione e del caos, la crescente disperazione, l’invasione dell’occulto, del satanico, della perversione, l’esaltazione del male in tutte le sue forme, fino a chiamarlo “bello e buono”.

Segni positivi invece sono: le apparizioni mariane in tanti luoghi, il risveglio delle coscienze, il fiume ininterrotto di pellegrini che vanno nei santuari, il sorgere di nuovi germogli nella Chiesa, l’innalzamento della figura del Papa su ogni altra autorità umana, l’estendersi di “Radio Maria” e di altre testate cattoliche anche in campo televisivo (es. Telepace, Tv2000, Tele Padre Pio), il proliferare di associazioni non-profit di volontariato, la presa di coscienza del grande valore della famiglia, la difesa della vita nascente e dei deboli fino alla morte naturale, la scoperta del “Disegno intelligente” nella natura da parte degli scienziati, il vacillare dell’evoluzionismo, il crollo delle ideologie,  etc.

Siamo dunque, sacerdoti, re e profeti: grande dono e grande compito! Ci aiuti la Madonna e la Grazia di Dio ad esserlo in pieno! Perché venga il Suo Regno e noi possiamo per sempre…

 

PADRE GIUSEPPE TAGLIARENI

 


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