Oggi “Comunicazioni” del ministro Speranza sul Covid 19: l’infinita Fase 3 porterà l’Italia allo “sfasamento” finale?


Questa sera, alle ore 20, nell’Aula della Camera dei deputati avranno luogo le famigerate “Comunicazioni” del Ministro della Salute Roberto Speranza a proposito delle prossime misure di “contenimento” per evitare la diffusione del virus Covid 19. Mentre i consumi non risalgono, gli esercizi commerciali non riaprono, l’economia tracolla, i licenziamenti incombono e continua a mancare la liquidità nel nostro sistema creditizio, il Governo Conte 2 si prepara ad annunciare nuovi dati, timori e provvedimenti che, la prospettiva della proroga dello stato di emergenza al 31 ottobre, fanno sempre più avvertire come una “dittatura sanitaria”. Tutti i Paesi dell’Unione europea sono usciti dal lockdown e si sono lanciati a soccorrere le rispettive economie, ma da noi si continua a dar retta alla Banca Centrale Europea (BCE), alla Commissione von der Leyen e all’Oms e non alle esigenze e alle aspirazioni delle opinioni pubbliche che, sempre più anti-Ue, questa volta stanno veramente minacciando le fondamenta dell’Unione.

Il governo italiano, come ha già anticipato dal premier Giuseppe Conte, è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al Coronavirus e già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto-legge finalizzato a “fare ordine” fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi. I principali esponenti delle opposizioni parlamentari di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, stanno giustamente puntando l’indice contro il rischio di “pieni poteri” esercitati dal premier attraverso la scelta di strumenti normativi con corsie preferenziali ma anche contro i partiti di maggioranza. Giorgia Meloni e Matteo Salvini, in particolare, sono convinti che la proroga dello stato di emergenza non sia altro che un escamotage di ministri, tecnici, responsabili di task force e parlamentari per «salvare le poltrone».

   Sullo fondo la “Cancelliera” tedesca Angela Merkel detta le condizioni ai Paesi al collasso economico, controllando la politica europea con il credito, dopo che per oltre vent’anni con l’avvento dell’euro, Berlino, sfruttando la leva della moneta unica, ha stretto il cappio alla gola dei Paesi concorrenti. Prima dell’avvento alla Presidenza russa di Vladimir Putin (1999), l’influenza tedesca dopo il crollo del Muro di Berlino si era allargata anche agli ex Paesi del Patto di Varsavia, spingendo la sua sfera economica sempre più all’Est. «Oggi – ha scritto il direttore della rivista “Il Borghese” Claudio Tedeschi -, la Merkel, figlia della DDR, rappresenta quella Germania che vuole la morte economica della Spagna, della Francia e dell’Italia, veri concorrenti industriali, finanziari e alternativi alla economia tedesca. Specialmente nell’esportazione. Non si deve dimenticare che il crollo dell’Ilva di Taranto, oltre alla questione ambientale, è stato anche voluto perché l’Italia era il primo Paese al mondo per la produzione di acciaio e derivati di altissima qualità. Adesso in Europa quel posto è stato preso dalla Germania. A pensare male si fa peccato …». Dunque basta con il terrorismo sanitario, le promesse, i bonus e le prese in giro, «il Governo se ne freghi della BCE e della Merkel, “pompi” nei conti degli italiani denaro, come fanno americani, inglesi e giapponesi con i loro cittadini» (C. Tedeschi, Effetto valanga, in “Il Borghese”, anno XX, n. 6, Roma giugno 2020, p. 3).

 

GIUSEPPE BRIENZA

 


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