Gli eletti hanno una prova dolorosa da attraversare


Madonna del Carmine.

“Abbiamo una città forte; Egli ha eretto a nostra salvezza mura e baluardo… La città eccelsa l’ha rovesciata fino a terra”: ecco la sorte delle due città: quella eletta di Dio e Babilonia la grande, che domina su tutta la terra.

Gli eletti hanno una prova dolorosa da attraversare, come un inutile travaglio di parto che non produce nuova vita, ma vento.

Eppure, “di nuovo vivranno i tuoi morti… perché la tua rugiada è rugiada luminosa”. “Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze.

Nasconditi finché non sia passato lo sdegno… In quel giorno il Signore punirà il Leviatàn… e ucciderà il drago che sta nel mare”. “Sarà espiata l’iniquità di Giacobbe… e voi sarete raccolti uno ad uno, Israeliti. In quel giorno suonerà la grande tromba… Essi si prostreranno al Signore sul monte santo, in Gerusalemme”, dove Egli ha preparato il suo banchetto. Allora “eliminerà la morte per sempre”.

L’ Eucaristia ne è anticipazione; la devozione a Maria, la predestinazione.

Molti sono stanchi e non trovano ristoro, oppressi e non trovano liberazione. Essi s’ingannano a cercare “evasione”. Gesù li chiama e dice: “Venite a Me! Io vi darò sollievo e ristoro”. E dà la via: mitezza e umiltà, prendere il giogo dell’amore, che è la divina volontà. Allora tutto si trasforma e si entra nella pace.

Beato il cuore che sa riposare nella pace!

 


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